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Ciclismo. In difesa di Marco Pantani,l'elefantino fragile.

sabato 16 marzo 2013

Circa un mese fa ricorreva la morte di Marco Pantani,allo stesso momento il piu' grande scalatore di tutti i tempi e il caprio espriatorio del ciclismo mondiale.

Lance Armstrong: dopato. Rasmussen: dopato. Contador: dopato. Cipollini: dopato. Ivan Basso: dopato. Damiano Cunego: dopato. La lista è lunga.
Ma partiamo dall'inizio: Giro d'Italia 1999. Marco Pantani è in maglia rosa e si avvia a conquistare il suo secondo Giro d'Italia. All'arrivo a Campione d'Italia, con un'operazione massmediatica che ricordò molto quella di Maradona ai Mondiali del '94, viene preso in consegna dalla GdF. Poi escluso dal Giro, vinto da Gotti. Da quel momento in poi parti' un accanimento giudiziario tale(7 processi aperti in 7 tribunali differenti) da distruggere l'uomo, sicuramente fragile di suo ma devastato da una campagna giudiziaria e mediatica semplicemente ingiusta.
Perchè già allora si sapeva: quasi tutti i ciclisti si dopano. E quelli che non lo fanno, non sono nomi noti.
A parità di doping, Marco è stato il piu' forte di tutti. rovinato dal carrierismo e dall'omertà dell'ambiente che amava.
Torniamo ai giorni nostri. Sette Tour de France falsati,Lance Armstrong. 44 volate dopate, Cipollini.
L'operaccion Puerto, che ha portato alla sospensione di moltissimi atleti, basta che non fossero spagnoli. E infatti tre Tour vanno nelle bacheche della terra iberica.

Credo che ad oggi due strade siano possibili, per ridare credibilità a uno sport che ciclicamente vede i suoi campioni finire sotto le siringhe delle emotrasfusioni: o fermarlo per qualche anno, o legalizzare il doping, cosicchè ognuno possa scegliere e giocare a viso aperto la sua partita. E scegliere se è piu' importante, in quale quantità, una vittoria o la sua salute. Altrimenti si rimane nel "tutti sappiamo ma facciamo finta di niente, perchè questo sport è troppo bello".

Simone Lettieri

4 commenti:

  1. Liberalizziamo il doping.
    Finalmente la frase "magica" e non ipocrita.
    Il doping è un aiuto a rischio e pericolo di chi lo usa.
    Come cinque caffè per lavorare una notte.
    Chi non è un campione e non si allena in maniera massacrante non vince nello sport semplicemente perché si droga.
    Il doping sia legalizzato. Avremo la certezza dei risultati.
    Complimenti per l'articolo.

    N.B.
    Il Giro "rubato" a Pantani lo vinse Gotti e non Simoni.
    Gotti con ematocrito 48 contro 52 di Pantani .........

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  2. Grazie mille, e si hai ragione, Gotti che disse:" Questo giro è strameritato..."

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  3. Letto il tuo articolo, l'ho apprezzato ed ho trovato molte verità. Mi spiace per l'uomo però su una cosa dissento...che ci siano altri colpevoli ciò non purifica/nobilita di certo Pantani.
    Il doping, come dico da sempre, uccide.
    Pantani non fu il solo(pensa pure a H.M.Jimenez).
    Così come non fu il solo ad essere beccato ai tempi...poi è vero che molti non furono trovati positivi(Cipollini, Armstrong, Rasmussen, Heras, Contador, etc).

    Comunque tornando a Pantani sono troppe le circostanze diciamo strane che lo riguardano.
    Qui ho scritto un articolo...se vi va leggetelo:

    http://darkwhite666.blogspot.it/2013/03/pantani-e-il-doping.html

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    1. prima di leggere il tuo articolo, per ciò che riguarda il doping le correnti di pensiero sono molte. ma secondo le statistiche i corridori morti per doping sono una percentuale bassissima.

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