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Crisi cipriota: dobbiamo iniziare a preoccuparci?

venerdì 22 marzo 2013

Speriamo di no. Intanto a Madrid 343 milioni di euro sono usciti del Paese.

Michalis Sarris ha lasciato a mani vuote Mosca.Sarris aveva chiesto una estensione di cinque anni di un prestito russo di 2,5 miliardi di euro, con una riduzione del tasso di interesse, e proposto investimenti nel settore bancario ed energetico in cambio di un sostegno finanziario per risolvere la crisi dell’isola mediterranea, dove 32 miliardi di capitale russo sono investiti nelle Banche.

Ma proprio i colossi del gas Gazprom e quello petrolifero Rosneft hanno fatto sapere di non essere interessati, almeno per ora,alle proposte relative ai giacimenti nel Mediterraneo su cui grava il problema della disputa territoriale con la Turchia, le ricerche sismologiche non ancora completate, la mancanza di chiarezza sui giacimenti oggetto dell’offerta.

Una situazione che piano piano sta preoccupando l'Europa.

Nell’acceso dibattito al Parlamento iberico rischiava quasi di passare inosservata una frase, nemmeno principale, messa lì per calmare gli animi dell’opposizione, guidata dal segretario del Partito socialista Alfredo Pérez Rubalcaba, che definiva la situazione di Cipro “disastrosa”. Ma anche quelli di tutti gli altri spagnoli che, nel leggere sui quotidiani la vicenda cipriota, si sono svegliati in preda alla preoccupazione e alla sfiducia. “Le previsioni non sono scommesse, sono obiettivi che la politica economica deve portare a termine, e di fatto cambieremo queste previsioni”, dichiarava Mariano Rajoy.


Redazione

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