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Due ipotesi rimaste: governo del presidente o dimissioni di Napolitano.

sabato 30 marzo 2013

Nel primo caso premier dalla corte costituzionale e limitato a 6 mesi (gli ultimi 6 del settennato di Napolitano).


Ci siamo dunque. Oggi dovrebbero sciogliersi le riserve per comprendere da chi sarà governata l'Italia, almeno per i prossimi 6 mesi.
Dopo l'incarico esplorativo di Bersani, che non è andato a buon fine, è direttamente Giorgio Napolitano che si schiera in prima linea, e dalla sua decisione dipenderà il futuro prossimo della penisola.

Incassati i veti incrociati delle tre forze politiche maggioritarie, al presidente della Repubblica sono rimaste due ipotesi percorribili: un "governo del Presidente", legato quindi al suo mandato, con un nome di alto profilo proveniente possibilmente dalla Corte Costituzionale, con un tempo politico d'azione di non piu' di 6 mesi quindi, almeno nelle previsioni.

La seconda ipotesi, piu' di rottura, è quella delle dimissioni. Sembra difficile una scelta del genere, non tanto perchè politicamente avventata ma perchè potrebbe allertare ancor di piu' i mercati internazionali: si dovrebbe aspettare che le forze politiche in gioco si mettano d'accordo sul nome del nuovo Presidente, e poi iniziare nuovamente le consultazioni, in questo caso con più possibilità di riuscita, proprio perchè si parte da una base comune.

Entro la mattinata la scelta dovrebbe esser di pubblico dominio.

Redazione

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