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Green economy: un vento verde soffia sulla nostra economia. E arriva la nuova Sen

martedì 19 marzo 2013

Rosamaria Freda, giornalista esperta di GreenEconomy, ci introduce all'argomento.

Rinnovabili, efficienza energetica, biologico. E ancora. Eco-edilizia, rifiuti, acqua e molto altro. Stiamo parlando della cosiddetta Green economy, l’economia verde da qualche anno sulla bocca di tutti, una nuova visione del sistema economico che mira a renderlo sostenibile attraverso il principio della tutela dell’ambiente e del Pianeta. 

Ma che cosa è davvero la Green economy e come e quanto si è affermata nel nostro Paese? L'urgenza di far fronte ai cambiamenti climatici e alla dipendenza dalle fonti fossili, ha portato i consumatori ad essere sempre più attenti allo sviluppo di tecnologie in grado di ridurre l'impatto sul Pianeta.

Ma non solo. Le aziende dal canto loro hanno cominciato a orientare il proprio business verso scelte “verdi, tenendo in maggior conto il risparmio delle risorse impiegate, il che ha portato alla conseguente diminuzione dei costi (almeno nel lungo periodo).

E così la tutela del green sta lentamente in alcuni settori, e più voracemente in atri comparti, inglobando tutti i settori del business, da quello energetico a quello del food.

Fotovoltaico, eolico e termodinamico sono le nuove frontiere dell’energia dalle quali le aziende (dalle pmi alle multinazionali) non possono più prescindere. E così nasce e si diffonde il principio supremo del “risparmio”, nuova chiave di volta per uscire dalla crisi e aprire le imprese a nuove sfide, sempre più imprescindibili.

Ma cosa succede concretamente nel nostro Paese? Sul fronte energetico per esempio, caposaldo della Green economy, l’Italia ha scelto di essere meno dipendente dall'estero, più certa delle proprie fonti di approvvigionamento, mirando ad allineare i prezzi dell'energia con quelli europei. Ed ecco che è notizia freschissima la messa a punto della nuova Strategia energetica nazionale, un documento programmatico realizzato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.

Dopo un lungo lavoro preparatorio, la nuova strategia è stata finalmente approvata con un decreto interministeriale e ora è lasciata nelle mani del prossimo governo con una serie di proposte di politica energetica da qui al 2020, ma anche a lungo termine, con una visione d'insieme fino al 2050.

Le priorità vanno dalla promozione dell'efficienza energetica allo sviluppo di un mercato del gas competitivo, con prezzi allineati alla media del vecchio continente e con l'opportunità di diventare il principale hub sud-europeo, dallo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili con l'obiettivo di superare i target europei del '20-20-20' alla determinazione di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile

Si parla di investimenti per 180 miliardi di euro e di benefici nella bolletta nazionale di elettricità e gas di 9 miliardi di euro l'anno. Staremo a vedere cosa accadrà, ma una cosa è certa, il nostro Paese e il prossimo governo che lo guiderà non potrà non fare i conti con il vento della Green economy.

Rosamaria Freda



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