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L'Editoriale. La paura atavica per il nuovo degli italiani.

venerdì 15 marzo 2013

In questi giorni si nota nei principali social network italiani, oltre naturalmente nei media politicizzati, tutto un urlare e un accostare il M5S al fascismo, Grillo a Hitler, il silenzio stampa dei grillini a quello delle dittature.

A parte l'analisi contestualmente astorica, a livello psicosociale è piu' che comprensibile, anche se non condivisibile, che il nuovo porti con se tanta paura.
Perché: essenzialmente perchè non siamo abituati al nuovo in politica da circa 30 anni.
Perchè storicamente, nella coscienza collettiva del popolo italiano, le grandi novità riportano al fascismo. Scordandoci, comprensibilmente, quelle del Risorgimento, per questioni di età.
Perchè ancora, le nostre coscienze preferiscono addomentarsi sul letto soffice ma infido del sistema che ci governa, quella che ormai i maggiori politologi e filosofi politici chiamano dittatura bianca, dittatura soft, dittatura invisibile. Un sistema che ha come punto di forza i mezzi di comunicazione di massa occidentale, nel nostro caso, quelli italiani.
E allora si prendono castronerie assurde come paragonare Grillo a Hitler o a Stalin, persino da personaggi di spicco del gotha intellettuale.
E si firmano petizioni senza tener conto del voto degli italiani, che votando il M5S hanno detto No!, con forza, a tutti i partiti tradizionali. 
Con quale arroganza si chiede a Grillo, da parte dei vari Jovanotti, Saviano, Serra(che pure aveva definito il 5Stelle il primo movimento rivoluzionario giovanile dopo il 68) e via dicendo, di sputtanare la speranza di tutti quelli che hanno votato i suoi candidati per rompere con Pd, Pdl e Monti?
Come a dire: i tuoi voti(ossia milioni di cittadini) contano, sono importanti, ma solo se ti allei con noi.
Offendere la scelta fatta dall'elettore è una tecnica sconsigliata per qualsiasi "venditore": perchè stai dando dello stupido(eufemismo) al tuo "cliente": non fai una proposta alternativa, di differenziazione, ma stigmatizzi l'avversario. Rompi qualsiasi rapporto empatico con i milioni di italiani scesi in piazza con  e per Grillo. Ma si sa, il peccato mortale del Pd è simile a quello di Zeman: non cambiare mai in nome di una presunta superiorità morale e intellettuale.
Tornando a noi, vedendo anche come si comportano i grillini in Sicilia, come hanno rifiutato i 42, 7 milioni di euro, come già siano attenti in Parlamento(ok le Presidenze delle Camere, ma chi governa i due miliardi di euro sono i questori, non pensino d'infinocchiarci-dice la Lombardi), e anche questa benedetta semplicità nella presentazione di se stessi, tipica delle democrazie scandinave, che tante critiche, invece di elogi, ha suscitato; considerando questo e tante altre cose, per una volta pensiamo che il nuovo possa essere guardato con ottimismo.
Invece di tenere le unghie conficcate nella muffa partitica pur di non muovere un passo per l'inconscia paura del nuovo. La normalità, a nostro parere, è il M5S. L'anormalità, tutto il resto del Parlamento.
Comunque, da quello che so, Grillo preferisce il vino all'olio di ricino. 

Simone Lettieri

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