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L'editoriale. Per il Pd 7 italiani su 10 sono imbecilli.

giovedì 28 marzo 2013

"Chi dice no dice no all'Italia". Ma il Pd dice no a intese col Pdl, dice no a un governo dal nome forte(modello Ciampi), dice no a un premier 5 stelle.

L'attuale crisi economica, sociale e politica non è' responsabilità di una classe politico mafiosa che da destra a sinistra ha sfasciato l'Italia in vent'anni; ma di un movimento neoeletto da 2 mesi.

E' questa la tesi che, filtrata da giornali e televisioni, passa per bocca di Pierluigi Bersani e dalla base dei democratici.

Una visione a senso unico, arrogante, sprezzante del voto popolare DEMOCRATICO, che vede 7 elettori su 10 che non vogliono il Pd al Governo.

Una tesi antidemocratica, da chi da sempre si fa paladino dell'antifascismo, delle belle parole, e come al solito, nei fatti, sbugiarda le sue stessi tesi.

Facciamo un analisi del voto: prima delle elezioni si era piu' che sicuri che vincesse il Partito Democratico. Bersani viaggiava nei salotti sereno, con una strategia politica inesistente(come ammesso dallo stesso sindaco di Venezia Cacciari), o per lo meno molto debole. La parola d'ordine non era proporre, ma non perdere voti, perchè siamo già vincenti.

Berlusconi intanto con un paio di comparsate televisive faceva proseliti e sbaragliava Santoro e Travaglio a Servizio Pubblico; i quali, ossessionati dal proprio narcisismo, invece di affossare Mister B., gli regalano qualche milione di voti. Distrutti sul loro stesso campo, quello della comunicazione ,nonostante trucchetti da compagni di banco come quello di cambiare la scaletta preaccordata con l'ex Premier, cosi' come si fa con tutti gli ospiti politici. A novembre le cifre del Pdl erano intorno al 7-8%, lo ricordiamo.

Il M5S viene dato tra il 13 e il 18%, nella migliore della ipotesi. Suona strano sopratutto per i non addetti ai lavori, perchè da quello che si sente in giro, i punti programmatici di Grillo, primo tra tutti quello di non accordarsi con nessun partito politico e di mandarli tutti a casa, altro non fanno che raccogliere una rabbia popolare ormai diffusissima nel paese reale. E ancora una volta Grillo ci prende, definendo i politici "gente che vive in un mondo virtuale". 25%, e facce sbigottite.

Che succede dopo?

Che il Pd sembra la copia esatta del Pds del 1994. Non solo non ha i numeri per poter governare, ma prende una batosta clamorosa, solo lo 0,2 % in piu' del Pdl.
E Grillo, seppur con differenze abissali, diventa il nuovo Berlusconi.
Il personaggio cattivo della favola -o dell'incubo- dei democratici,che non vincono mai.
E qual è la risposta del Pd di fronte alla nuova(e vecchia) situazione?

Gli altri sono cattivi. Chi vota Berlusconi non ha diritto di parola. Grillo è paragonato nei suoi discorsi ad Hitler, è un antidemocratico.

Di fatto, 7 italiani su 10 sono degli imbecilli. E' questo il messaggio che Bersani e compagnia bella manda all'Italia non allineata col Pd: siete degli imbecilli.
Messaggio subito raccolto dalla base: dalle televisioni, dai giornalisti, dagli statali, dai funzionari del partito, da tutto quel popolo che con lo Stato ci campa.

E che vede in Berlusconi un mostro che però ha la fiducia del 30% degli italiani.Quelli che non si fanno sentire, che non hanno posto nel tipico organigramma della cultura italiana, destinata alla sinistra dal dopoguerra ad oggi.

Quelli delle piccole imprese, gli operai, tutto il mondo della piccola industria italiana.

Stesso discorso sullo sprezzante modo con cui vengono trattati i politici eletti nel Movimento a 5 stelle. Roba da tifo da stadio(ma sopratutto di interessi economici e politici che vengono meno).
E si sputa in faccia, senza filtri, a quei milioni di cittadini che hanno votato il M5S, e che preferiscono di gran lunga le facce nuove e trasparenti ai dinosauri del parlamento giurassico.

Se stiamo in questa situazione oggi, al di là della crisi internazionale, non è quindi responsabilita della classe dirigente degli ultimi 20 anni(destra centro e sinistra, se differenze esistono).
E' COLPA GRAVE di chi ha osato candidarsi e farsi eleggere democraticamente in Parlamento, contro un Sistema che assomiglia molto piu' a quello di Gomorra di Saviano che a un moderno e funzionante Parlamento. Gente neoeletta da due mesi.

L'arroganza della sinistra italiana sarà sempre proporzionale alle sue sconfitte, proprio perchè le impedisce autocritica. Il suo peccato originale: un complesso di superiorità che assomiglia molto di piu' al suo contrario.
L'arroganza di Fassino, che invita Grillo nel 2009 provocatoriamente e con grande tranquillità, come se fosse qualcosa di altamente risibile, a fondare un partito e a misurarsi con le elezioni, per prenderne una. L'ha fatto Piero. La prossima volta invitaci a prendere un gratta e vinci. Sempre con quell'aria un pò cosi'...

Simone Lettieri

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