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L'Editoriale.M5S.Tu chiamala se vuoi, rivoluzione.

lunedì 11 marzo 2013

C'è poco da fare: Pd e Pdl sono di fronte ad una crisi epocale.
Il M5S, per quanto i media italiani cerchino di sminuirne la portata rivoluzionaria, su ogni questione rimane coerente con quanto promesso all'elettorato. E questo è un qualcosa a cui noi italiani non siamo abituati, e forse per questo mette paura, come tutte le novità.


Mette paura a tutta la struttura partitica e culturale di sinistra: la perdita del potere politico coincide anche con quella dei vari cantanti, intellettuali, registi, scrittori e comici che spingono per una commistione tra 5S e Pd. Perchè la maggior parte di quelle categorie che ha firmato e pubblicizzato su Repubblica la petizione per un governo a due teste, da anni riceve i finanziamenti statali proprio grazie a quel potere politico che continua a difendere.
Ma sembrano piu' appelli disperati e lobbistici che un sano avvento di democrazia.
E cosi' ti ritrovi il 5S che fa quello che al Pd era stato chiesto da anni dal suo elettorato, ma mai, misteriosamente, attuato. Ossia, attraverso una legge del 1957, la proposta di ineleggibilità e arresto di Silvio Berlusconi.
E mentre Bersani non esce fuori dal tunnel del politichese partitico, della distanza tra società reale e palazzi, e va avanti con argomentazioni e contenuti propriamente conservatori, assolutamente piu' vicini alla destra che alla sinistra, depauperata di ogni tipo di istanza sociale, Grillo e i suoi, tacciati di saper solo distruggere e non di costruire, rispondono con i fatti.
Rifiuto del rimborso elettorale(vi pare poco rifiutare 42,7 milioni di euro, che lo Stato per legge ti concede?), governo della Sicilia e spinta oltre il conflitto d'interessi, mai affrontato frontalmente nei 7 anni di governi di sinistra: arresto e ineleggibilità di Berlusconi.
Come dire: lo abbiamo detto, lo facciamo. E il monoblocco di potere Pdl-Centro-Pd, veri clown, piu' somiglianti alla follia di Joker piuttosto che a un semplice clown da circo, si sente affogare. Per la prima volta, dopo undici o dodici legislature, il segretario ed ex ministro Bersani con i suoi da una parte, e Berlusconi e il Pdl dall'altra, hanno paura. E di questo, scusate, ma c'è da godere. 
L'auspicio che Grillo e i suoi continuino e riescano ad ottenere risultati su questa linea è grande come il cuore ferito dell'Italia. Che farà il Pd quando in Parlamento verrà proposta l'ineleggibilità e l'arresto di Berlusconi? Non è affatto una domanda retorica. 
Mentre dal Parlamento escono Fini, Di Pietro e Casini si attacca al bavero della legge elettorale per entrarci, in Italia 7 milioni di italiani sono in difficoltà economiche. Il terreno fertile per una rivoluzione sociale c'è. Se Grillo e i suoi non riusciranno, perchè la kriptonite partitica non sarà sgretolata, i partiti tradizionali, che altro non sono che una massa di individui che da almeno 25 anni fa di tutto per rimanere al potere e aumentare il proprio conto in banca, dovranno vedersela con la popolazione italiana.
Ma speriamo non sia cosi'. Speriamo che chi non ha sentito il boom di Grillo(il presidente Napolitano, ad esempio), o chi, con la solita prosopopea di chi ha un complesso di superiorità da oligarca, e una puzza sotto il naso da pariolino della politica, l'ha invitato tre anni fa a fondare un partito, si renda conto che non c'è in gioco la propria poltrona, il proprio senso di onnipotenza parlamentare, ma una partita piu' grande: aderire al reale, uscire dal Truman Show di Montecitorio e annusare la puzza di disperazione, economica ed esistenziale, di milioni di persone.
Per ora, Grillo speriamo che se la cava.

Simone Lettieri

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