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Margherita Hack elogia le conquiste sociali del fascismo.

martedì 26 marzo 2013

La profetessa di molta sinistra-liberal analizza il fascismo con un realismo privo di ideologizzazioni.

"Quello che ha ottenuto il fascismo in campo sociale oggi ce lo sogniamo".

Come Prezzolini era anarchico conservatore, cosi' Margherita Hack ha un pensiero che può apparire contraddittorio nella forma, ma nella sostanza non lo è: comunista e antisovietica, per la proprietà privata, parla del fascismo senza peli sulla lingua. Ma in modo positivo.

“Il fascismo? Fu dittatura pure quella. Mio padre mi raccontava che i fascisti arrivarono al potere perché c’erano troppi scioperi e voglia di ordine. Le dirò, le conquiste sociali fatte sotto il fascismo oggi ce le sogniamo, il che è tutto dire. Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo. Le dirò, in un certo senso il fascismo modernizzò il paese. Nei confronti del Nazismo fu dittatura all’acqua di rose: se Mussolini non avesse firmato le infamanti leggi razziali, sarebbe morto di morte naturale come Franco. Resta una dittatura, ma anche espressione d’italianità. Bisognerebbe fare un’analisi meno ideologica su questo”.


Redazione

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