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Renzi fa le pulci al Pd. Gli sprechi del partito.

lunedì 11 marzo 2013

Convinto che M5S e Pd non formeranno un Governo, convinto che nemmeno il Pd di Bersani governerà, Matteo Renzi ingaggia un botta e risposta, nonostante i suoi buoni propositi di non belligeranza, con la struttura interna del partito.


"Mi comporterò come un soldatino buono". Buono, ma non fesso.
Perchè Matteo Renzi fa di tutto per tenersi lontano dai vertici del partito, evita di farsi ingolosire dalle proposte dei maggiorenti del Pd, e fissa la sua strategia: elezioni a ottobre, con rinvio del congresso del partito democratico, che si dovrebbe tenere proprio in autunno ma sarebbe rinviato in caso di elezioni.

Nel frattempo, tramite un amico fidato, ha completato uno studio sugli sprechi dei democratici: dipendenti a livello nazionale numero 180: tutti remunerati e alcuni con casa pagata.
Quattoridici persone solo per l'ufficio stampa, cinque solo per Rosy Bindi con un aiutante alla Camera e un portavoce, che"non si sa da chi è pagato".

Il salario minimo per un dirigente Pd è di 3500 euro con due segretarie almeno a libro paga. Uno studio che rilancia con forza il taglio ai costi della politica e che Renzi sa di poter spendere nelle prossime primarie.

Redazione

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