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Dai cinesi in fila a Napoli ai Rom in fila a Roma: è questo il cambiamento! di Federico Stentella

lunedì 8 aprile 2013

Ora dammi la definizione di cambiamento!
Si proprio tu, che sei andato avanti giorni a vomitare addosso ad un terzo del paese che ha democraticamente espresso il proprio voto dandogli dell'incosciente, dell'irresponsabile.


Tu che hai "Non vinto" le elezioni con quasi 50.000.000. di euro anticipati dalle banche, perché a te le banche non si fanno problemi ad elargire prestiti. Ti sei permesso di deridere cittadini eletti che hanno fatto la campagna elettorale per strada senza un soldo pubblico e soprattutto senza dimenticarsi dei NoTav o dei lavoratori del Sulcis. Tu che apostrofavi con male parole chi non voleva avere a che fare con te  perché era contro il cambiamento, fammi sapere ora come ti difendi. Fai delle primarie e ti fai bello, ma è tutta una farsa, e le file di persone pagate da te con i soldi dei cittadini sono li a testimoniarlo. Riesci ancora a sostenere che è incosciente chi non dà fiducia al tuo cambiamento?  E non darmi del razzista perché in fila ci hai messo dei Rom. E' il modo di fare che è triste. Quello che hai fatto questa sera fa scopa con i pullman pieni di persone da tutta italia che viene alle tue manifestazioni sperando in un posto per il figlio o per il nipote. Quanti ne ho visti scendere spaesati in pizza San Giovanni brandendo le tue bandiere nuove di pacca. Il cambiamento non sei tu. Da te non potrà mai nascere il cambiamento. Il cambiamento parte dal ripudio di tutto quello che per anni hai rappresentato, dal clientelismo che hai assecondato. Dalle stampa asservita che hai pagato con i soldi frutto del sacrificio dei cittadini.
Invece di interrogarti sui tuoi sbagli hai aggredito il vincitore, non solo morale, di queste elezioni. Hai gettato fango, hai prodotto accuse basate sul nulla.  Hai agito con l'arroganza di chi è abituato ad avere il piatto servito dimenticando che oggi c'è chi fatica seriamente a servire un pasto decente ai propri figli. Continui a collezionare sbagli dando la colpa a chi si è impegnato a fare meglio di te. Impersonifichi  a 360° il fallimento di un paese ma hai l'arroganza dei giusti anche se sai di stare nel torto. Lanci invettive da teatri e testi il polso del paese davanti al cinema Sacher per poi meravigliarti che due terzi del paese non ti abbia creduto.
La domanda che devi farti non è "Come è possibile" ma "Dove hai sbagliato".
E ricordati che se noi non siamo come voi una ragione forse .....c'è.


Federico Stentella

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