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Fisco, Dolce e Gabbana condannati: 343 milioni di multa.

lunedì 1 aprile 2013

"Condotta di un abuso di diritto posta in essere al solo scopo di procurarsi un vantaggio fiscale", relativa alla società costituita in Lussemburgo.

Il contenzioso, il primo di una lunga serie che nei mesi scorsi ha coinvolto anche altri esponenti del mondo della moda e del lusso come Bulgari e Marzotto, ha origine nel marzo del 2004: Domenico Dolce e Stefano Gabbana costituiscono una società in Lussemburgo, la Dolce & Gabbana Luxemburg sarl, che a sua volta costituisce la società Gado sarl. Quest’ultima acquista dagli stessi stilisti, al prezzo di 360 milioni di euro, alcuni marchi e successivamente, con un contratto di licenza, concede a un’altra società (la Dolce & Gabbana srl) il diritto di sfruttamento dei marchi in esclusiva e dietro il pagamenti di royalties. Questa serie di operazioni sospette non sfugge all’Agenzia delle Entrate, che nel 2007 mette in moto la sua macchina. Nel 2010 gli 007 del fisco accusano gli stilisti di aver messo in funzione una “cassaforte costituita ad hoc”, cioè la Gado sarl, per “attuare una pianificazione fiscale internazionale illecita finalizzata al risparmio d’imposta”.
All’accusa di aver creato una società esterovestita, si aggiunge anche la cessione dei marchi avvenuta a un prezzo “inadeguato“.

La voce “altri redditi” di ciascuno dei due stilisti è quindi lievitata dai 25,4 milioni dichiarati a 422,3 milioni.


Redazione

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