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Le nuove frontiere della spesa in tempo di crisi: il supermercato per disoccupati. Di Valentina Russo.

mercoledì 24 aprile 2013


Secondo i dati ISTAT2 il tasso di disoccupazione a febbraio è arrivato all’11,6% (media nazionale); anche gli indicatori complementari alla disoccupazione, ossia gli indicatori che tengono conto dei sottoccupati part-time e degli inattivi non sono rosei: il tasso di inattività è 36,1%. Sono in aumento i nuclei familiari dove, entrambi i coniugi sono senza occupazione, o in cassa integrazione, o con occupazione parziale, o con redditi da pensione, tutti nuclei familiari che vanno ad ingrossare le fila dei “nuovi poveri”.

Quali sono, quindi, le paure del nuovo millennio? Arrivare alla fine del mese, fare la spesa tutti i giorni – si parla di beni di prima necessità, avere un impiego.
Ed ecco che in tempi di crisi nascono iniziative intelligenti e soluzioni dignitose che offrono uno spiraglio alle famiglie in difficoltà, senza far rima con carità. La prima, in tale direzione, risponde al nome di Emporio Portobello1 che cerca di dare una risposta concreta alle nuove esigenze emerse in tempo di crisi. L’emporio sociale, iniziativa del comune di Modena che partirà nel mese di maggio, si propone di dare una risposta concreta ai nuovi poveri, cercando di offrire loro sia un aiuto concreto per le esigenze immediate, sia un supporto per gestire le emergenze dei bilanci familiari, sia coinvolgendo direttamente gli utenti nel percorso di uscita dal disagio.

L’Emporio Portobello non è dissimile da un normale supermercato: ci sono i tradizionali scaffali sui quali sono collocati i prodotti. La differenza sostanziale è nel prezzo, che non è indicato in euro ma in punti, punti con i quali le famiglie possono fare la spesa. L’Emporio Portobello è una lodevole ed intelligente iniziativa sociale rivolta a quelle persone e/o famiglie che si trovano in una condizione economica disagiata, con una particolare attenzione rivolta alle famiglie numerose. La parola d’ordine è dignità: non si tratta di “carità”, in cambio le persone che ne andranno a beneficiare – la scelta dei nuclei familiari si basa sul quoziente ISEE – dovranno ricambiare quando ricevuto offrendo il proprio lavoro, presso la struttura stessa o nelle associazioni sul territorio ad essa correlate, almeno una volta alla settimana.

Emporio Portobello non è solo spesa: viene offerto anche un supporto concreto, fatto di persone e strumenti che aiutino a migliorare la propria situazione economica . Presso la struttura sarà possibile trovare consulenti esperti – che donano il loro tempo – nella gestione del bilancio familiare, nella rinegoziazione dei mutui, nell’analisi dell’indebitamento, nella scelta degli strumenti finanziare più adeguati alla propria situazione, nella difesa dei consumatori verso le aziende ed i fornitori di servizi.

Promotrice del progetto è l’Associazione Servizi per il Volontariato Modena (ASVM) che annovera nella sua rete 21 promotori appartenenti al mondo del volontariato e 24 partner del mondo delle istituzioni, delle imprese e dell’associazionismo. Il progetto è stato realizzato in stretta collaborazione con i servizi sociali del Comune di Modena, che hanno fornito in comodato gratuito l’immobile presso cui si realizza Portobello e che sono stati direttamente coinvolti in tutte le fasi di progettazione. Lo scopo è quello di rendere l’Emporio Portobello una risorsa aggiuntiva e specifica nel panorama del welfare locale e non un raddoppio di opportunità già presenti.
C’è da domandarsi se è più giusto sperare che sia una lodevole e dignitosa iniziativa che si diffonda presto anche in altre realtà locali, o che sia una lodevole e dignitosa iniziativa che rimanga un caso isolato, poiché in un futuro prossimo, non ce ne sarà più bisogno.

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