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Video e articolo.Michael Jordan avvelenato prima della finale NBA del 1997. Il miracolo di AirMike.

lunedì 22 aprile 2013

Per gli appassionati di Nba è passata alla storia come «la partita della febbre». Ma sembra che il cattivo stato di salute di Michael Jordan, durante la finale numero cinque del campionato di basket americano contro gli Utah Jazz del 1997, non sia stato determinato da un improvviso aumento di temperatura, bensì da un vero e proprio "avvelenamento". A rivelarlo al network sportivo statunitense ESPN è stato Tim Grover, al tempo personal trainer del campione dei Chicago Bulls, che mercoledì scorso, a distanza di oltre tre lustri, ha confessato i particolari di questa brutta vicenda.

Dopo le prime quattro partite i Chicago Bulls e gli Utah Jazz di Karl Malone si trovano in perfetta parità. Due vittorie a testa. Gara cinque che si disputa a Salt Lake City, nello stato dello Utah, diventa il match chiave della stagione. Il giorno prima della gara i giocatori dei Chicago Bulls alloggiano in un albergo a Park City e ad alcuni cestisti, tra cui Jordan, viene un improvviso attacco di fame durante la notte. Peccato che il servizio in camera sia terminato alle 21 e il ristorante sia chiuso da ore: «Ho pensato che l'unica cosa che potevano mangiare fosse una pizza - ha raccontato Grover all'emittente americana - «Ok, mi son detto, ordiniamo subito delle pizze».Secondo il personal trainer di Jordan qualsiasi fan della squadra di casa sapeva dopo alloggiassero i temuti avversari ed è probabile che qualche tifoso, poco sportivo, abbia fatto un bello scherzo ai campioni di Chicago: «Sono arrivate cinque pizze e io ne prendo una e dico «Ho un cattivo presentimento, ho davvero un brutto presentimento». L'unico a non ascoltare i timori di Grover è proprio Jordan che, affamato, divora senza pensarci su la pizza fumante: «Verso le due di notti mi chiamano dalla sua stanza - continua Grover - Lo trovo sul letto in posizione fetale. Lo guardo. Cerco le medicine, ma immediatamente capisco che non è febbre, ma intossicazione alimentare».

Per tutta la giornata successiva, Jordan soffre gravi dolori di stomaco e nausea e la sua presenza in campo è messa in dubbio. Tuttavia il grande campione non diserta. Anzi. Nonostante alla fine del match non si regga in piedi e si aggrappi al suo compagno di squadra Scottie Pippen per essere accompagnato negli spogliatoi, Jordan porta a termine un'impresa straordinaria: il numero 23 dei Chicago Bull realizza 38 punti, colleziona 5 assist e 7 rimbalzi e soprattutto segna il canestro decisivo allo scadere del quarto quarto che permette alla sua squadra di battere 90 a 88 il team di casa. Qualche giorno dopo i Bulls vinceranno anche la partita successiva, conquistando il loro quinto titolo consecutivo e Michael Jordan entrerà definitivamente nella leggenda dell'Nba.


Redazione


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