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A colpi di zappa si affronta la crisi: gli orti cittadini. Di Valentina Russo.

martedì 21 maggio 2013


Diamanti? No, fagiolini, fragole, asparagi, pomodori, zucchine!!! Siamo al mercato dove i prezzi per frutta e verdura sono degni di un gioielliere. Ed in tempo di crisi si riscoprono la zappa, la vanga ed il rastrello.  Nasce l’orto urbano: in piccoli appezzamenti cittadini, in piccole aree recintate dei giardini rionali, sui balconi degli appartamenti; un spazio verde a due passi dalla propria abitazione a cui dedicarsi quotidianamente. Lo scopo non è certo di avviare un’attività imprenditoriale, ma di riscoprire i vantaggi di una produzione alimentare tutta naturale e a km zero, unita ad un pizzico di risparmio che, di questi tempi, non guasta.

Gli orti cittadini: da aree dedicate a vero e proprio passatempo, da passatempo a risorsa in tempo di crisi. Questa è la tendenza globale approdata anche in Italia: le aree verdi destinate ad orti pubblici nelle città d'Italia da Nord a Sud hanno raggiunto il record di 1,1 milioni di metri quadri di terreno - di proprietà comunale - suddiviso in piccoli appezzamenti adibiti alla coltivazione ad uso domestico, all'impianto di orti ed al giardinaggio ricreativo.

É quanto emerge da un’analisi della Coldiretti2 sulla base del rapporto Istat sul Verde urbano. “In tutta Italia si registra un vero boom con circa 21 milioni di italiani che stabilmente o occasionalmente coltivano l'orto o curano il giardino. Le coltivazioni degli orti urbani non hanno scopo di lucro, sono assegnati in comodato d’uso ai cittadini richiedenti e forniscono prodotti destinati al consumo familiare e, oltre a rappresentare un aiuto per le famiglie in difficoltà (si arriva circa al 30% del risparmio annuale), concorrono a preservare spesso aree verdi interstiziali tra le aree edificate per lo più incolte e destinate all'abbandono e al degrado”.

Una tendenza che associa all’aspetto ricreativo anche un diverso uso anche del verde privato con i giardini e i balconi delle abitazioni private che sempre più spesso lasciano spazio a piccole coltivazioni fai-da-te di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all'occorrenza.

La crisi economica – rileva sempre la Coldiretti - fa rispolverare le immagini dei tempi di guerra: come non ricordare gli orti di guerra italiani nati al centro delle grandi città per far sì che, nell'osservanza dell'imperativo del duce: ''non ci fosse un lembo di terreno incolto''. Ora i tempi sono cambiati ed ai motivi economici si affiancano quelli di volersi garantire cibo sano e la riscoperta del piacere di trascorrere più tempo a contatto con la natura.

Il censimento effettuato dall'Istat evidenzia come quasi la metà (44%) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia abbia previsto la creazione di orti urbani tra le modalità di gestione delle aree del verde pubblico: il 72% delle città del Nord-Ovest, poco meno del 60% e del 41% rispettivamente nel Nord-Est e nel Centro; nel Mezzogiorno, infine, risultano presenti solo a Napoli, Andria, Barletta e Palermo. Roma stessa conta un centinaio di orti pubblici condivisi, mappati da Zappata Romama2 un progetto per la ricerca e promozione di iniziative relative agli orti e giardini urbani collettivi di proprietà del Comune di Roma. Non mancano, inoltre, le attività di educazione ambientale, con laboratori didattici per bambini e sessioni teoriche per i più grandi. E molti altri esempi virtuosi si possono trovare in tutta Italia.

Proviamo a fare qualche conto.
Nel caso di orto su un balcone di medie dimensioni si può ipotizzare un costo che oscilla fra i 40 e i 50 euro per 2 contenitori da 80 centimetri di lunghezza, con la giusta quantità di terra e 6 piantine orticole più diverse essenze aromatiche: la maggior parte del costo è rappresentato proprio dai vasi che certamente non si buttano via a fine stagione, e possono essere riutilizzati per più anni. Le singole piantine orticole possono costare fra i 25 e i 30 centesimi per confezioni multiple. Se invece si ha a disposizione un piccolo appezzamento di terreno, in appena 10 metri quadrati si possono coltivare: 4 piante di pomodori, 4 piante di melanzane, 2 piante di zucchine, 8 piante di insalata, 4 piante di peperoni per una produzione media di oltre 25 chili di verdura.

Oltre a quello sul balcone o al tradizionale a terra, a causa degli spazi sempre più ristretti nelle città – conclude Coldiretti – stanno nascendo anche nuove tipologie di orti: da quelli a parete che si appendono all’esterno e nei quali trovano spazio fragoline, peperoncini, insalatine ed erbe aromatiche o quelli “pocket” costituiti da mini vasi in materiale riciclabile che possono essere sistemati senza problemi anche a bordo finestra sui davanzali più stretti.

Ce n’è per tutti i gusti e le tasche. Ed anche chi non ha uno spiccato pollice verde e dispone di uno spazio ristretto può imbarcarsi nell’avventura di diventare hobby farmer.



Valentina Russo

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