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Capua, presidente antidoping :" La Spagna dopo Fuentes non vince piu'".

martedì 28 maggio 2013

La lotta è dura, ma non proprio uguale per tutti, a quanto pare. Prendiamo la Spagna. La ridicola sentenza sul caso-Fuentes, con la decisione del tribunale iberico di primo grado di non svelare i nomi dei clienti, ciclisti a parte, del «dottor doping», ha dato un’altra mazzata al bisogno di trasparenza e di equità.

In questo contesto, molto significativo il commento di Giuseppe Capua, presidente della commissione antidoping della Federcalcio: «Sarà un caso, ma ultimamente la Spagna non vince più». Come dire, sospettare, ipotizzare che il clamore della vicenda abbia prodotto comunque un effetto deterrente.

Fuentes si era offerto di farli, quei nomi, «tutti, anche di tennisti e calciatori», ma gli è stata chiusa la bocca. Sull’onda dello scandalo spagnolo, la Fifa ha deciso l’introduzione, anche nel calcio, del passaporto biologico. Uguale per tutti. «In Italia lo abbiamo già adottato da due anni», ha ricordato il professor Capua a Coverciano, in un dibattito di livello molto alto, dalle emergenze in campo al passaporto biologico, con gli interventi, fra gli altri, del professor Zeppilli, responsabile della sezione medica della Figc, e del dottor Volpi, consulente medico dell’associazione calciatori.


Redazione

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