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CasaPound/2. Sull'aggressione al candidato Sindaco Di Stefano e la manipolazione sui fatti dello Statuario. Di Cristiana Morroni

lunedì 20 maggio 2013

In questi ultimi giorni l’escalation di Casapound sulle pagine della cronaca.

Di chi è la mano che ha mosso e muove tutto quello che sta accadendo?

Balza agli occhi soprattutto il fatto che CasaPound trova spazio sui giornali solo quando le sono attribuite azioni violente o presunte illegali, mentre per la presentazione dei programmi elettorali e sul territorio non le è stato dato nessuno spazio (vedi la protesta a LA7: http://www.casapounditalia.org/2013/05/roma-casapound-protesta-sotto-gli-studi.html).

Ultime provocazioni, in ordine cronologico, sono state quelle sul 5x1000 (http://www.fullpolitic.com/2013/05/lipocrisia-di-sel-sul-5x1000-casapound.html) con tanto di ispezioni, interrogazioni parlamentari e un polverone che appare davvero basato sul nulla, infondato e amplificato ad hoc per mettere in cattiva luce il movimento.

Invece delle importanti attività portate avanti in questi anni dagli attivisti di CPI impegnati nel sociale non se ne trova traccia su nessuna testata giornalistica di un certo rilievo; nessuno ne parla, anche se l’eco che arriva dalle case, dalle strade, dalla gente ormai è diventato quasi assordante.

Nessuna sorpresa. Sempre stato così fin dall’inizio.
Grande risalto solo per notizie, riportate ad arte, che potrebbero portare il lettore distratto a farsi un giudizio negativo e mai nemmeno una riga per le attività di protezione civile in Abruzzo per il terremoto, per l’emergenza abitativa, per le raccolte di alimenti di prima necessità distribuiti alle famiglie in difficoltà, per il ricondizionamento dei parchi e degli spazi abbandonati al degrado di Roma e di altre città, per la distribuzione di abiti e coperte, per gli interventi a favore dei ragazzi handicappati rimasti senza terapie per “mancanza di fondi”, per la difesa a tutto campo dei nostri marò in India, per le attività gratuite a favore dei cittadini su consulenze legali, fiscali, corsi di sostegno per i nostri figli, convegni culturali e battaglie a difesa del nostro patrimonio che questo sistema politico sta sgretolando giorno dopo giorno (http://www.casapounditalia.org/2013/05/eni-casapound-privatizzazione-alla.html).

Però qualcosa, in questi ultimi giorni, è cambiato. E a dire il vero era già nell’aria da un po’.
Noi “neofascisti pericolosi” (vero, pericolosi, sì, ma non per quello che vogliono fare intendere) iniziamo a dare fastidiose preoccupazioni. Così, attraverso la promozione di azioni ipocrite promosse dall’alto atte a innescare un clima di tensione (cittadinanza e ius soli, per capirci, case popolari a Roma, sgretolamento del patrimonio del Paese) provano a stimolare reazioni violente da parte nostra che, però, non arrivano. Anzi, aumentano le iniziative portate avanti con poche chiacchiere e molti fatti, sempre per le strade, fra la gente.
Dunque, appare chiaro e lampante che CasaPound da  fastidio, ne parlano in tanti, non si può più ignorarla visto il consenso in aumento e i risultati che sta ottenendo, visto che (purtroppo per chi non lo ha tenuto in debito conto) le persone ragionano e non sono lobotomizzate o superficiali o poco informate come pensano, sbagliando, tutte quelle persone che credono di poterci prendere per i fondelli all’infinito. Bisogna fare qualcosa!
E, guarda caso, arriva l’aggressione a Simone Di Stefano, candidato a Sindaco di Roma.
Una aggressione studiata, premeditata, atta a intimorire ma concepita ad arte: un’imboscata da vigliacchi tanto da far pensare a una ragazzata e non così violenta da essere degna di andare in cronaca per essere approfondita, ma compiuta a danno del candidato alle prossime amministrative come Sindaco al Comune di Roma, dell’emblema per tutti i militanti di CasaPound e pertanto, di tale forza simbolica da giustificare reazioni violente e sconsiderate.

Tutto il movimento di CPI viene immediatamente a conoscenza di quanto accaduto.
Il tam tam sui social network è immediato. Ci trova sorpresi, sconcertati.
La prima reazione è quella che deriva da una memoria storica difficile. Clima anni ’70?
Davvero volete questo?
Tutti ci si prodiga per opporre alle prime reazioni dettate dalla rabbia la ponderatezza, la prudenza, la forza delle idee e non della violenza. È evidente che ci stanno fomentando. Calma!

L’evidenza della provocazione trova poi conferma in quello che accade poche ore dopo l’aggressione di Simone.
SEL denuncia l’aggressione di due suoi ragazzi da parte di CasaPound:(http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/casapound_sel_aggressioni_statuario/notizie/280930.shtml); il Messaggero che non aveva dato nessuna notizia dell’aggressione a Di Stefano, alle 22.08 scrive:

ROMA -
«Una trentina di militanti di Casapound (già accertato, è sicuro!) ha fatto irruzione all'interno del centro aggregativo Uscita 23 nel quartiere Statuario e ha colpito con delle catene due ragazzi.
Il fatto è avvenuto al termine di un'iniziativa del candidato sindaco di Casapound nella zona». Lo dichiara in una nota Gianluca Peciola, candidato di Sel al Consiglio comunale di Roma. (non lo dicono i carabinieri, ma SEL...)

«In questi cinque anni di amministrazione di centro destra sono aumentate a Roma le aggressioni e le intimidazioni di organizzazioni neofasciste - prosegue - In questo stesso quartiere nei mesi scorsi alcuni militanti di centro sinistra avevano subito delle minacce (minacce?).
Formazioni come Casapound sono incompatibili con la nostra Costituzione e dovrebbero essere sciolte. (Ah! Ecco il punto…)
È grave che si continui a concedere agibilità politiche ad organizzazioni che si richiamano al ventennio».

Solo in chiusura annota:

In precedenza (in precedenza? No! Pochi minuti prima…) CasaPound aveva denunciato un'aggressione (Da chi? In questo caso non si sa… ) con caschi e bastoni subita nella stessa zona dal candidato del movimento di estrema destra al Campidoglio, Simone Di Stefano, in cui sarebbe rimasto leggermente ferito un militante di Cpi.(Leggermente… guardate le foto!http://www.casapoundroma.org/2013/05/18/aggredito-candidato-sindaco-casapound-italia-caschi-e-manici-di-piccone-contro-auto-di-stefano/) I carabinieri, intervenuti sul posto, stanno indagando per verificare se ci sia un collegamento tra i due episodi.

Quattro righe e poi via, ancora…

Nell'irruzione del gruppo di giovani nei locali del centro sono stati rovesciati tavoli e sedie e alcune persone sono rimaste leggermente contuse, secondo quanto accertato finora.

E dunque via, CasaPound violenta sì che fa notizia!

SEL DENUNCIA BLITZ CASAPOUND. LA REPLICA: AGGREDITO NOSTRO CANDIDATO

Roma - Sel: 2 ragazzi aggrediti da militanti CasaPound allo Statuario

Denuncia di Sel: incursione di Casapound allo Statuario, in 30 picchiano due ragazzi. La replica: aggredito il nostro candidato

La replica? No! Quella, semmai, era la premessa!
Nessuna notizia sui mandanti dell’aggressione a Simone, nessun articolo su questo, niente di niente.

Ridicolo ora ricordare che, negli ultimi mesi, gli unici a riportare ferite e a subire imboscate, sono stati i nostri ragazzi, Cremona docet:(http://www.inviatoquotidiano.it/fatti/violenza-corso-garibaldi-la-denuncia-di-casa-pound-cremona-militanti-aggrediti-nella-notte-da).

“Da un certo punto in avanti non c'è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si deve arrivare.”
F. Kafka

Ecco, noi di CasaPound siamo arrivati e nessuno ci farà tornare indietro!


Cristiana Morroni.

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