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Ciao Giovanni, padre dell'Italia.

giovedì 23 maggio 2013

Giovanni Falcone. Ogni volta che ci penso mi commuovo, mi viene da piangere, lo sento come un papà. Protettivo al punto da dare la vita per i suoi fratelli e figli di tutto il mondo. 
Non ci sono tante parole da dire su di lui, se non un grazie che si rinnova quotidianamente, ogni volta che scrivo, ogni volta che cerco un esempio, o l'esempio da seguire.
E' l'eroe della tenerezza, per quanto la sua vita sia stata dura, sicuramente piu' di quanto possiamo immaginare.
Se ci fosse la santità per eroi dell'umanesimo, sicuramente starebbe parecchio in alto nel Cielo.
E sicuramente ci starà.
Tornando sulla Terra, ci manca tanto. Ma proprio tanto. A noi italiani, ai siciliani, ai palermitani.
Lui e il suo amico Paolo Borsellino. Inseparabili.
Di solito quando si pensa alla virilità ci si confonde con la violenza, con l'arroganza, con la prevaricazione.
Niente di piu' lontano da un eroe dell'amore. Per la giustizia, per l'altro, per le vittime del senso di onnipotenza mafiosa e politica, umana in generale.
Un uomo dalla straordinaria forza d'animo e dalla tenerezza infinità.
Non è possibile essere giornalisti e non avere Giovanni Falcone nel cuore.
Non è possibile essere italiani e non provare amore sincero verso di lui.
Non è possibile essere uomini o donne senza tentare di rispettare, nei fatti, il papà dell'Italia.
Più di ogni altra figura, Giovanni Falcone è l'Italia. 
Di piu': è l'umanita che vince, anche se muore, perchè la speranza e la voglia di giustizia che abbiamo nei nostri cuori, in molti casi, si riferisce a quel sorriso bello.
Grazie Giovanni(e con te Paolo), ti voglio veramente bene.

Simone Lettieri

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