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Diritti gay, il Pdl apre alle unioni di fatto.

mercoledì 29 maggio 2013

Se non è una rivoluzione poco ci manca. Tra le varie sorprese che riserva la strana maggioranza del governo Letta c’è un’attenzione particolare ai diritti civili che arriva dalle parti del Popolo della libertà.

Il senatore del Pdl Giancarlo Galan ha intenzione di presentare un disegno di legge che prevede «l’equiparazione delle unioni omoaffettive al matrimonio», perché secondo l’esponente berlusconiano «i gay devono essere cittadini come tutti».
Di fatto, secondo Galan, la proposta sottintende dei veri e propri matrimoni che comprendono anche i diritti ereditari e quelli medici, ma ha preferito chiamarle «unioni» per non urtare troppo la sensibilità.
Ma se non è una novità che l’ex ministro abbia posizioni libertarie su questi temi, a stupire è stata l’approvazione da parte di Silvio Berlusconi, che ha dato la possibilità ad altri parlamentari di prendere coraggio e smarcarsi.


Tra i berlusconiani, intanto, si è aperto il dibattito. «Le unioni fra omosessuali vanno regolate anche per legge», ha detto l’ex capogruppo, Fabrizio Cicchitto.
Hanno seguito la nuova direzione anche Daniele Capezzone, poi Mara Carfagna, da sempre paladina delle pari opportunità e la giovane Gabriella Giammanco. Mentre Daniela Santanché è favorevole «ai diritti dei singoli, ma non di coppia».
A chiedere un cambio radicale è anche Laura Ravetto che vorrebbe il partito «protagonista dell’evoluzione normativa sui temi etici e sulla disciplina delle unioni civili».
A salutare con soddisfazione il cambio di rotta del Pdl c’è Anna Paola Concia, ex deputata Pd. «Ce l’ho fatta!», ha twittato. «Ho pagato prezzi altissimi ma oggi il Pdl parla di diritti delle coppie omosessuali in modo positivo».
La piddina è sempre stata in prima linea nella difesa dei diritti gay, battaglia che ha finito per emarginarla all’interno del suo partito. «Ho cercato di spiegare che questi appartengono a tutti», ha ribadito a Lettera43.it.
E anche dalle parti di via dell’Umiltà l’argomento non è più un tabù. «In realtà molti la pensano così da tempo e me lo avevano confidato», ha detto Concia. «È bene che siano usciti allo scoperto».


da Lettera43.it

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