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Sabrina Ferilli, Isabella Ferrari e Serena Grandi hot per il film di Sorrentino.

mercoledì 29 maggio 2013




Su tutte, Sabrina Ferilli, che per una volta non insiste a ridere godereccia (né promuove sofà) ma accenna al massimo sorrisi malinconici, mostrandosi in pienissima forma: professionale certo, ma anche fisica, senza lesinare in lembi di pelle nuda scoperti (altro che lostriptease per la vittoria della Roma all'Olimpico!). Se di nuova scoperta del cinema italiano si deve parlare, si parli di lei, troppo spesso limitata a ruoli da buzzicona per qualche cinepanettone.

Dall'archetipo della mora prorompente a quello della bionda raffinata con coté erotizzante. Aria sofisticata ma debutto imprescindibile come Selvaggia in Sapore di mare (1981) di Carlo Vanzina, Isabella Ferrariviene calata con cinica ironia nella parte di quella che... “il mio lavoro? Sono ricca”. Neanche lei viene esentata da una scena seminuda, post amplesso con il protagonista (ricordate Caos calmo? Ecco, passate oltre). Il suo personaggio potrebbe affascinare Jep, se solo non fosse troppo preso da se stesso e dalla tentazione di essere ancora in pista, se solo non fosse il genere di donna che si scatta foto in pose sexy per postarle su Facebook. E se il cruccio di perdere terreno affligge tutte le attrici in generale, la Ferrari... bè, chi se non lei?

Il top del parterre è peròSerena Grandi, uscente dalla torta in tutta la sua carne e con tutte le sue rughe, in bikini bianco... diciamo minimal. Sorrentino ha scalato vette per ricondurla a noi con la sua malinconica imponenza, e lei, che fu Miranda e La signora della notte (per Tinto Brass), ha saputo stare al gioco, sondare la propria personale condizione di ex soubrette, ex icona d'erotismo a tinte forti, sempiterno mito italiano. Ci vuole coraggio.

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