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Ciclismo. Giro D'Italia, la presentazione.

mercoledì 1 maggio 2013

Non sarà facile per Bradley Wiggins. Non sarà facile per Vincenzo Nibali. L’asticella della qualità del Giro d’Italia sale. E il duello tra l’inglese re del Tour e il siciliano all’esame di maturità vale. Tanto. Il percorso non ha eguali, è il migliore del mondo per difficoltà e caratteristiche. Ecco i 10 punti chiave della 96a edizione che scatta sabato da Napoli.

1. I PERSONAGGI — Nel 2012 ha fatto festa il Canada con Ryder Hesjedal. Simbolo di un Giro spinto sempre più verso i confini del mondo. Nibali, Wiggins ed Evans non c’erano. Ora sì. E sono stati i migliori degli ultimi anni, gli ultimi re del Tour per esempio (Evans 2011, Wiggins 2012). Più Basso e Scarponi, l’olandese Gesink e lo spagnolo Sanchez (pur a livello inferiore).Bradley Wiggins, vincitore del Tour 2012. Reuters

2. IL SUD — La prima parte è complicata e ricca di trabocchetti. La terza e la quarta tappa hanno una media di 230 km di lunghezza, su terreni impervi. A Marina di Ascea si scende verso il Cilento, molte curve, continui saliscendi, discese tecniche, l’ultima a 1 km dall’arrivo. Poi Serra San Bruno, 246 km, la seconda tappa più lunga: anche qui c’è una discesa a 3 km dal traguardo. Strade poco battute dal grande ciclismo, adatte alle imboscate. Nibali può già provare a guadagnare qualche secondo. Così come serve molta attenzione alla tappa di Pescara, 3300 metri di dislivello e gli ultimi 40 km uguali a quelli della Tirreno-Adriatico. Senza pianura, Muri spaccagambe al 19%. Ancora un terreno per Nibali. Che ha assoluta necessità di accendere la sfida con Wiggins e di farlo soffrire, da subito.

3. LE CRONOMETRO — Sono tre: la cronosquadre di Ischia (17,4 km), la crono individuale da Gabicce Mare a Saltara (km 54,8) e la cronoscalata trentina dal velodromo di Mori alla Polsa (km 20,6). In totale, 92,8 km. E’ il terreno sul quale Nibali è nettamente sfavorito rispetto a Wiggins. A Ischia, nonostante la compattezza dell’Astana, Nibali potrebbe perdere 20”; se nelle Marche restasse entro un distacco di 2’ dall’inglese, sarebbe ottimo. La crono della Polsa è al 7-8%, molto regolare: anche in salita, un cronoman resta tale, con tutta la forza di concentrazione, distribuzione dello sforzo, raggiungimento dei propri limiti, sofferenza.

4. LE SALITE — A Saltara la classifica avrà già una fisionomia. Poi, dopo il primo riposo, ecco la prima vera salita, inedita, in Friuli. L’Altopiano del Montasio non lo conosce nessuno. E questa montagna, nella zona sciistica di Sella Nevea, è preceduta dalla salita più dura del Giro: Cason di Lanza. Siamo sopra Paularo, dove al termine della 2aGuerra Mondiale transitarono i cosacchi sui cammelli, in fuga dai sovietici e dai nazisti, cacciati dai partigiani bianchi e rossi. Cason di Lanza ha 5 km al 10,6% medio, con tratti al 16% e strada stretta. Lì i migliori potrebbero selezionarsi e sul Montasio (10 km al 7,8% medio, punte del 20%) vedere un testa a testa entusiasmante. Poi il Giro propone 4 arene dove si è fatta la storia del ciclismo: il Galibier di Pantani (2642 m); Gavia e Stelvio (Cima Coppi a 2758 metri) in una tappa corta con arrivo in quota in Val Martello, pericolosissima per il tempo massimo; infine, al penultimo giorno, Giau e Tre Cime di Lavaredo, che Merckx ha sempre definito la salita più dura mai affrontata. Il dislivello totale è di 42mila metri; 5000 m le Tre Cime, 4400 m Val Martello, 3300 m quella di Pescara.

Mark Cavendish, 10 tappe vinte al Giro. Bettini

5. LE VOLATE — Cavendish ha vinto 10 tappe al Giro. Oltre a Goss, Modolo, Bennati, Belletti, gli sprint si arricchiscono di due emergenti: il tedesco Degenkolb, 4° al Mondiale, 24 anni, e il francese Bouhanni, 22 anni, campione di Francia. Quanti sprint? Sette: Napoli, Matera, Margherita di Savoia, Treviso, Cherasco, Ivrea e Vicenza.

6. LE INCOGNITE — Wiggins e Nibali partono in prima fila. Ma... Evans è orgoglioso e non è al Giro per preparare il Tour; Scarponi è agonista come pochi e in salita, se sta bene, vale i migliori; il punto interrogativo è Basso, che dal 2010 non ha più trovato la giusta condizione per emergere. Ultima spiaggia.


7. I GIOVANI — Taylor Phinney, prima rosa del 2012, è il leader dei nati dopo il 1° gennaio 1988. Ci sono il colombiano Betancur e due tra i migliori neopro’ italiani: Fabio Aru e Mattia Cattaneo.

8. LE SQUADRE — Sky, Garmin e Astana sono le più forti. Wiggins ha preteso un superteam coi colombiani Henao e Uran. Hesjedal schiera Danielson, Millar e VandeVelde; Nibali ha puntato tutto su gregari da salita. Dopo tanti anni tornano i veri scalatori colombiani nel Team Colombia di Claudio Corti. Molto compatta la Vini Fantini di Garzelli e Di Luca, tutta da assalto la Bardiani-Csf.Ryder Hesjedal, vincitore del Giro 2012. Afp

9. LA TV — Per la prima volta, il Giro sarà trasmesso dalla Rai in Alta Definizione, e si vedrà su ogni supporto possibile (Tv, online, tablet, cellulare, App) e sulle diverse piattaforme (canali analogici, satellitari, digitali, pay per view). Anche in aereo. Si potrà vedere in 173 Paesi di cinque continenti. Le novità sono Al Jazeera BeIn Sport (per Medio Oriente e Nord Africa) e la Cctv, televisione di stato cinese.

10. LE RICORRENZE — Il Giro è memoria. In questa edizione si ricordano i 50 anni della tragedia del Vajont (11a tappa) e si festeggia il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, uno dei grandi italiani nel mondo: partenza da Busseto (13a tappa) davanti alla casa natale del Maestro.


Dalla Gazzetta dello Sport.

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