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Il lascito dei padri costituenti: Andreotti lascia la Dc in parlamento, Impastato, Falcone e Borsellino il coraggio e la vita.

giovedì 9 maggio 2013


Iniziamo dall'insight di un articolo postato oggi: 
Una delle prime mosse ufficiali, se non la prima, di Francesco Nitto Palma, neo presidente (con un voto che si può tranquillamente definire «contrastato») della commissione giustizia al Senato, è stata quella di incontrare Nicola Cosentino in carcere. «Ho ritenuto opportuno fare una visita al carcere di Secondigliano e l'ho incontrato, dieci minuti e me ne sono andato via», afferma in un'intervista a Radio 24. «Nella brevità dell'incontro ho visto una persona evidentemente provata da una situazione a cui non è abituato, ma sereno, pronto al giudizio della magistratura».

Al di là della colpevolezza o no di Cosentino, appare evidente come la visita di Nitto Palma sia fuori luogo per la carica che presiede e per la posizione stessa di Cosentino, accusato di associazione esterna con la camorra( e non solo). E' in corso un processo, perchè Nitto Palma è andato a trovarlo?
Per la risposta non credo ci sia da lavorare molto di fantasia.

Tutto questo nel giorno della commemorazione dell'uccisione per mano della mafia di Peppino Impastato, uno dei simboli dell'opposizione a Cosa Nostra.
Insieme a lui altri nomi importanti potrebbero essere presi come veri padri costituenti dell'Italia: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Giuseppe Puglisi. Persone e simboli. Ma a combattere la mafia ci sono migliaia di volti di uomini e donne sconosciuti, ancor di piu' eroi, ancora di piu' l'humus su cui costruire il bene dell'Italia. Imprenditori che hanno denunciato il pizzo, forze dell'ordine che hanno svolto sino in fondo il loro dovere, sopratutto gente del popolo che non si è piegata e ne ha pagato, nella solitudine, le conseguenze.
A volte dover parlare di mafia stacca dalla realtà: da una parte il mondo va verso progressi tecnologici che sono in forte dissonanza con l'idea delle famiglie, della Gomorra di Saviano, del marcio che graffia la spina dorsale italiana, da nord a sud.
E' morto Andreotti, e hanno costretto la gente che va allo stadio a un minuto di silenzio. Significativa la risposta dei tifosi del Torino, che insieme agli altri 8 stadi sommersi dai fischi hanno esposto i volti dei due magistrati siciliani.
La storia, ancora per un bel po', non ci consegnerà la realtà. Si va a sensazioni, ma anche a fatti: condanna per associazione mafiosa caduta in prescrizione. E lo Stato decide il minuto di silenzio.
Ora, cos' è che può realmente portare ognuno di noi ad essere eroe?
Io credo, ed è difficilissimo (ci vuole anche una certa vocazione) che ciò che può fare di noi degli eroi sia scegliere, quotidianamente, il bene al posto del male. Secondo la nostra coscienza. Per quanto retorico sia.
Senza manicheismi che portino a una rigidità a volte peggiore del male stesso.
Sapendo che nella vita esistono anche i grigi, che a volte si  deve scegliere tra due beni, di uguale importanza, e non è facile.
Allo stesso tempo nessuna indulgenza verso chi, responsabile nello Stato, abbandona intere zone d'Italia al predominio della camorra, della n'drangheta, della mafia e della sacra corona unita. E ci stringe patti. Non è vero che la politica deve necessariamente farlo. Questa è una bugia immensa a cui forse tentano di abituarci.
La vera mafia parte proprio da li, dal transatlantico, dal Parlamento.
Dove nel 1948 fu costituita la Repubblica Italiana.C'era pure Andreotti.
Di lui disse Indro Montanelli: "Quando De Gasperi e Andreotti andavano in Chiesa, il primo parlava con Dio, il secondo con il prete"...Me capisc'?


Simone Lettieri


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