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Intervista a Giovanni Palladino (Popolari liberi e forti), candidato sindaco di Roma.

lunedì 6 maggio 2013

Dottor Palladino, come nasce la sua candidatura?

La mia candidatura nasce dall'esigenza di dare maggiore visibilità a POPOLARI LIBERI E FORTI, un partito nuovo e moderno, ma dalle "radici" gloriose e antiche, che risalgono al PARTITO POPOLARE ITALIANO fondato nel 1919 da Luigi Sturzo. E' un partito che si rivolge a quei milioni di elettori moderati e liberali che non si sentono più rappresentati dalle attuali forze politiche.

La sfida di chi non ha l'appoggio delle macchine del consenso del Pd,Pdl o di Marchini, è una sfida realista?

E' una sfida realista, perchè il mio programma ROMA MERITA UN GRANDE FUTURO sarà accolto con molto favore da chi non intendeva più andare a votare. Abbiamo idee e proposte originali e innovative, non siamo dipendenti da alcun "potere forte" e tutti i nostri candidati al Consiglio Comunale di Roma provengono dalla società civile, non dal mondo politico e clientelare; tutte persone dotate di grande competenza e spirito di servizio.

La sua biografia parla di un economista di livello mondiale. Quali fattori alla base della crisi economica più' pesante del dopoguerra?

La crisi è molto pesante solo per quei pochi paesi, come l'Italia, che sono stati governati da una classe politica litigiosa e incompetente, che non ha saputo gestire i sensibili cambiamenti economico-sociali portati dal positivo fenomeno della globalizzazione. Nel mondo non si è mai lavorato tanto come oggi e siamo appena all'inizio di uno sviluppo sempre più esteso e intenso. L'Italia è stata colpita da una pesante invasione dello Stato nell'economia, invasione che ha frenato e reso più difficile il lavoro delle imprese private, vero "motore" del sistema economico. Finchè questo "motore" non verrà riparato e riconosciuto come l'unico che possa creare lavoro e sviluppo, l'Italia resterà impantanata nella sua grave deformazione culturale: aver creduto che il "matrimonio" tra la cultura liberale e la cultura socialcomunista potesse funzionare.

E' appena uscito il programma per Roma sul suo sito. Può sintetizzarci i punti fondamentali?

a) Trasferimento di maggiori poteri dal Sindaco ai 15 Presidenti dei Municipi, che erroneamente vengono chiamati "mini-sindaci", quando invece dovrebbero essere i veri sindaci. Chi sta in Campidoglio non è a contatto come loro con i problemi dei cittadini di Roma ed è meglio che svolga una funzione di regista e di controllore.

b) Per il gravissimo e costoso problema dei rifiuti urbani, introdurre la nuova tecnologia degli impianti di smaltimento al plasma con emissioni zero di fumo e di diossina senza bisogno di fare raccolta differenziata.

c) Per ridurre il traffico privato e l'inquinamento, iniziare a dotarsi di autobus ecologici a idrogeno sponsorizzati e pagati da grandi imprese italiane e straniere a fronte della pubblicità quinquennale che "riveste" il bus.

d) Grande attenzione alla riqualificazione e al rinnovamento energetico degli edifici esistenti, nonchè del patrimonio storico e artistico di Roma.

e) Forte contrasto all'usura e al gioco d'azzardo.

f) Contribuire a creare le condizioni che favoriscano i datori di lavoro a dare lavoro, eliminando "lanci e lacciuoli" di tipo burocratico e politico-clientelare, così da inserire le imprese private in un solido sistema di economia sociale di mercato, smantellando la pesante impalcatura statalista, che ha tanto danneggiato Roma e l'Italia negli ultimi 40 anni.

La disoccupazione giovanile ha raggiunto quasi il 40%. Quali mezzi possono essere utili per formare lavoro nella Capitale?
Li ho appena detti: creare di nuovo negli imprenditori la voglia di fare gli imprenditori.

Rimanendo in tema: uno dei suoi libri si intitola"Non vivrai di solo Inps". Realistiche le previsioni che tagliano fuori le generazioni tra i 20 e i 35 anni dal fondo pensionistico statale?

L'Inps esisterà sempre, ma sarà meno generoso di quando era gestito (male) dai sindacati. Il buon tenore di vita nei lontani anni del pensionamento dei giovani di oggi dipenderà dalla buona salute dell'economia, dove verranno investiti gran parte dei contributi versati nei fondi pensioni privati. Sarà il modo più corretto per dare vero valore al lavoro e al capitale investito in maniera produttiva e non speculativa. Il capitalismo "stile Las Vegas" non ha futuro, perchè verrà smantellato dallo sviluppo dell'economia sociale di mercato.

Un commento sulla situazione politica nazionale, e sul fenomeno Grillo.

Dall'attuale caos usciremo con il ritorno al popolarismo e al municipalismo sturziano, che POPOLARI LIBERI E FORTI contribuirà a far rinascere con gli opportuni aggiornamenti. Il grillismo finirà presto, come finì presto il fenomeno dell'Uomo Qualunque di Giannini.

Tornando alla biografia: suo padre fu esecutore testamentario di Don Luigi Sturzo, tra i più' grandi statisti italiani di sempre. Anche lui parlava di Stati Uniti D'Europa solo in chiave finanziaria ed economica. Non crede che senza un progetto politico e culturale dietro non sia possibile nessun tipo di unità sovranazionale?

D'accordo, ma si stanno creando le condizioni per questo tipo di unità. Nel 1928 Luigi Sturzo scrisse: "Gli Stati Uniti d'Europa non sono un'utopia, ma soltanto un ideale a lunga scadenza, con varie tappe e molte difficoltà. Occorre innanzitutto un risanamento finanziario e una revisione doganale, che prepari una unione economica con graduale sviluppo, fino a sopprimere le barriere interne. Il resto verrà in seguito". Le barriere sono cadute e l'unione economica è avvenuta. Ora è interesse di tutti che "il resto" (l'unione politica) avvenga presto. L'alternativa è la divisione nel caos, ma sono convinto che la voglia di integrazione prevarrà.

Simone Lettieri

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