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Ius soli, diritto di cittadinanza: la magistratura salentina anticipa i politici.

giovedì 23 maggio 2013

E’ arrivata nel pieno della bagarre sullo ius soli e apre un nuovo varco nel sottobosco della discussione politica italiana. L’ultima sentenza sul diritto di cittadinanza emanata a Lecce rovescia il tavolo e allarga l’orizzonte. E’ cittadino italiano non solo lo straniero che, al momento della nascita, è stato iscritto all’anagrafe e possedeva il permesso di soggiorno, ma anche chi, semplicemente, aveva i requisiti di fatto per ottenere sia iscrizione che titolo, sebbene nessuno si sia attivato per richiederli.

E’ questa la sintesi della decisione assunta dalla Seconda sezione civile del Tribunale, provvedimento depositato l’11 marzo scorso, ma reso noto solo ora. Porta in calce la firma del giudice relatore Adele Ferraro e va a colpire un nervo scoperto della normativa italiana. Lo fa sulla base di un principio di giustizia: “Se gli affidatari del minore non hanno effettuato le dovute richieste, l’interessato non ha, per motivi legati all’età, alcuna responsabilità per fatti od omissioni altrui”. Insomma, è alla luce di questo che, secondo i magistrati pugliesi, hanno il pieno diritto di essere riconosciuti come cittadini italiani tutti coloro che sono nati in Italia e che abbiano soggiornato sul territorio nazionale fino al raggiungimento della maggiore età. Anche se non hanno avuto l’iscrizione all’anagrafe. Anche se sono sprovvisti di titolo di soggiorno sin dalla nascita. Ragionando a posteriori, infatti, se oggi avessero tutti i requisiti per ottenere sia l’una che l’altro, non possono essere penalizzati.


Redazione

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