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Moda. Un tè con Stefano Guerrini.Di Nicola Ievola e Ivano Rocco Montrone.

sabato 4 maggio 2013

Tre tazze di tè ed una chiacchierata tra amici. Incontriamo personaggi della moda, design, musica, danza e arte. Vi presentiamo quello che fanno e i loro progetti futuri. Vi facciamo conoscere i loro interessi, le loro passioni e i loro gusti, mostrandovi la persona che si nasconde dietro il personaggio. Ad ogni appuntamento riveleremo sogni ed aspetti celati che non avreste mai immaginato.

Un Tè con…STEFANO GUERRINI

Stefano Guerrini, fashion writer, blogger, docente e stylist. Insomma come avrete capito è difficile dare una definizione esatta di Stefano, ma a noi piace definirlo come un fashion guru, un vero è proprio tuttologo della moda.

La sua passione per la moda inizia tanti anni fa come “la sua valvola di sfogo, un mondo in cui all’inizio mi di rifugiavo”. Quella passione è divenuta poi un lavoro ed ora Stefano è uno dei personaggi più influenti del fashion system. Conta all’attivo numerose collaborazioni come contributor per IoDonna.it,Bello Mag, Modem, fashion editor per mytessabit.com, blogger del sito Fondazione Pitti Discovery, cura il suo sito www.webelieveinstyle.it e il suo blog le pillole di Stefano su GQ. Progetti futuri? Moltissimi, bisognerà seguirlo per scoprirli.

Ci sarebbe molto altro da dire su questo poliedrico “personaggio”, ma preferiamo lasciare la parola a lui e farvi scoprire chi è Stefano Guerrini attraverso le risposte alla nostra intervista.

Diciamo moda e pensi…

“Penso a quello che era il mio sogno e lo è tuttora! Non ho studiato moda e quello che so l’ho imparato da solo, sfogliando riviste che compro e colleziono da sempre, passando di link in link, sfogliando libri e passando le domeniche a fare ricerca e a leggere. La moda era la mia valvola di sfogo, un mondo in cui all’inizio mi rifugiavo. E torniamo indietro nel tempo, quando venivo a Milano durante la Fashion Week per intrufolarmi alle sfilate, fare una foto alle supermodel dell’epoca e così via. Poi pian piano ho messo a frutto un know how incamerato negli anni e quella che era una passione è diventata una professione. Ma la passione c’è ancora e tanta. È quella che mi da energia ancora oggi. Il momento in cui ad una sfilata le luci si spengono e per un attimo si è sospesi fuori dal tempo e poi inizia la musica ed esce la prima modella è per me ancora oggi una grandissima emozione, vedere un nuovo servizio di Steven Meisel per Vogue Italia, innamorarmi del lavoro di uno stylist, trovare dietro ad un servizio i riferimenti iconografici e gli input ispirativi…tutto questo per me, nonostante la fatica e i problemi che il lavoro può dare, sono ancora fonte di gioia.”

Bianco o nero?

“Non sono una persona così drastica nelle scelte. Non amo gli estremi, così come non amo i fanatismi, le idolatrie, gli eccessi. Scegliere il bianco o il nero e perdermi la possibilità di godermi tutte le varianti cromatiche che i due colori comprendono o annullano? Non lo farei mai. Adoro il verde, il blu in tutte le sue tonalità, il viola, il rosso e amo le sfumature, le contaminazioni. Se poi parliamo del mio guardaroba allora cambia un po’ la storia, perché il mio essere curvy, un eufemismo per dire che ho tanti chiletti di troppo, prevede una preponderanza nel guardaroba di capi neri, che mi nascondano un po’!”

Viaggio perfetto: dove? Con chi? Perché?

“Per motivi personali negli ultimi anni ho viaggiato poco fuori dall’Italia. La mia vita è scissa fra la Romagna e Milano, con qualche sortita in altri luoghi, ma poco all’estero. Ho amato moltissimo Londra e ci sono stato tantissime volte. Ma tornerei subito in due città dove sono già stato, ma che vorrei rivedere e approfondire, cioè Parigi e New York. La prima è un ricordo lontano e in quella occasione mi piacque, ma ero ancora troppo ‘innamorato’ di Londra per apprezzarla appieno, in più non sono mai stato alla Fashion week parigina ed è uno sfizio che mi vorrei togliere. Mentre New York è stato un amore grande e una vacanza liberatoria, ritornerei ora. Sono un amante della vacanza nelle metropoli, fra musei, monumenti, mostre, shopping e input creativi. Adorerei visitare Tokyo e il Giappone, per gli aspetti in contrasto che mi trasmette, mi incuriosisce questo mix di nuovo e antico, tradizione e innovazione, ipertecnologico e luoghi apparentemente fuori dal tempo come i templi. Sarebbe un viaggio da condividere con una persona speciale (non siate troppo curiosi!) e sono sicuro che ne ritornerei con tantissime idee, ricordi, emozioni.”



Redazione

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