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MODA.Tribute a Ottavio Missoni. DI Maria Neve Riemma

venerdì 10 maggio 2013

Il mondo della moda piange la scomparsa di uno dei suoi protagonisti: Ottavio Missoni.

Aveva 92 anni Ottavio Missoni, compiuti lo scorso 18 aprile, grande stilista, ma anche grande sportivo, insieme alla moglie Rosita Jelmini. Ha reinventato la maglia, stravolgendola, ma soprattutto ha regalato a ogni colore il giusto tono. Una vita di sacrifici, ma anche piena di soddisfazioni. La storia di Ottavio Missoni è davvero unica e singolare.

Nel novembre del 1971 Bernardine Morris sulle pagine del “New York Times” definì quella di Missoni “la Miglior maglieria del mondo”.

Una griffe, quella dei Missoni, che si è imposta sotto i riflettori prima ancora della nascita ufficiale del made in Italy. Un uomo che è sopravvissuto alla guerra. Nel 1942, fu tenuto prigioniero in Egitto per quattro anni, ed è tornato in Italia soltanto nel 1946. Dopo due anni conobbe Rosita con la quale nel 53 convolò a nozze.

Da questo matrimonio è nata una grande azienda familiare, animata da passione infinita per la maglieria e per il colore. Un’azienda che ha segnato la propria inarrestabile scalata verso il successo.

Malgrado tanto successo, Ottavio é sempre stata una persona discreta, semplice, tanto che egli stesso, insieme alla moglie, ha detto: “non siamo mai stati stilisti, ci hanno chiamati stilisti perché hanno riconosciuto uno stile nel nostro prodotto”.

La loro prima grande cliente è stata Biki, seguita nel 1958 da La Rinascente. Lo stile Missoni è stato battezzato con il nome di put-together, ovvero una sovrapposizione di colori, punti e fantasie solo apparentemente casuali.

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