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Stoccolma, notti di rivolta.

mercoledì 22 maggio 2013

Per due notti consecutive in un quartiere periferico di Stoccolma, in Svezia, ci sono stati degli scontri tra la polizia e un centinaio di giovani del gruppo locale Megafonen, un’organizzazione per la difesa dei diritti degli immigrati. I primi incidenti si sono verificati la sera di domenica 19 maggio e sono durati per più di quattro ore, mentre nella capitale si festeggiava la vittoria della Svezia ai campionati mondiali di hockey su ghiaccio.

Le violenze sarebbero iniziate dopo che il 13 maggio un uomo di 69 anni, armato con un coltello, era stato ucciso dalla polizia. Molte persone che avevano assistito all’episodio, e i militanti dell’organizzazione giovanile Megafonen, avevano denunciato l’eccessiva violenza degli agenti in questo come in altri episodi e avevano organizzato una protesta chiedendo un’indagine indipendente. La polizia aveva deciso invece di avviare un’indagine interna sulla sparatoria per chiarirne le dinamiche.

Uno dei portavoce di Megafonen, Rami al-Khamisi, aveva parlato di «brutalità contro i cittadini», spiegando anche come l’esasperazione nel quartiere avesse raggiunto il culmine anche a causa dell’atteggiamento razzista degli agenti nei confronti degli abitanti. Husby, alla periferia nord-ovest di Stoccolma, è un’area nata all’inizio degli anni Settanta, povera e con un alto tasso di disoccupazione. Ci vivono circa 12 mila persone, la maggior parte delle quali sono immigrati.

Redazione

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