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La camorra controlla l'informazione. 110 fermi al clan Di Lauro superati da un omicidio a San Basilio.

giovedì 13 giugno 2013

Falcone e Borsellino. Dalla Chiesa. Siani, Impastato, don Puglisi e tanti altri nomi. 
Storceranno la bocca, e non solo, i morti ammazzati da mafia e camorra, giudici e giornalisti in questo caso. Poi ci sono gli uomini delle scorte.
E ogni cittadino onesto che ha tentato, magari anche da solo, quello che appare impossibile: debellare la camorra e la mafia in uno Stato colluso con camorra e mafia.
Ieri sono state emesse piu' di 110 custodie cautelari nell'ambito di un'operazione che ha devastato il clan Di Lauro, quello descritto da Saviano in Gomorra come il piu' forte all'interno di Scampia, Secondigliano e dintorni.

Immaginiamo un lavoro immenso, fatto di silenzi, di rischi, di mancati riconoscimenti, di tensioni in famiglia per ognuno dei poliziotti e delle poliziotte delle squadra speciale antimafia, dei giudici esposti; di un lavoro di mesi, di anni.
Sino ad arrivare all'ordine di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Napoli sotto richiesta appunto di quel gruppo di lavoratori anti-camorra, che viene sintetizzato col nome di Procura antimafia.
Gente che sacrifica relazioni d'amore, divertimento, per uno scopo. Una sorta di vocazione laica al rispetto della giustizia.

Centodieci ordini di custodia cautelare contro il clan Di Lauro. Una notizia da far esplodere i giornali, le televisioni e tutti gli organi di informazione.
Che succede invece? 
Che la notizia viene riportata nel pomeriggio di ieri, e sui maggiori quotidiani online di oggi o non la trovate, o la trovate nascosta.
Che sensazione possono provare questi lavoratori anti-camorra?
Prima di tutto soddisfazione, perchè il loro l'hanno fatto. Sicuramente non cercano la gloria.
Ma il pericolo è un altro: se io dedico 5-6 anni(minimo) della mia vita a liberare l'Italia da uno dei peggiori mali che l'affligge, se non il peggiore in assoluto, e tutto passa sotto silenzio, mi vengono due dubbi: 1-che l'Italia non voglia essere liberata; 2- che la comunicazione appartiene alle stesse persone che sto cercando di far arrestare.
Più di tutto, un senso di abbandono da parte dello Stato, ma a quello ci saranno abituati.

Certo è che se tutti i giornali nazionali la prima notizia è di un morto ammazzato a San Basilio, e non quella di una delle piu' grandi operazioni anti-camorra mai eseguite, qualche contrasto interno dalle parti della Procura Anti-Mafia lo staranno vivendo. 
E la disattenzione degli italiani è complice e fortemente colpevole. 
Non si può essere sensibili alla mafia e alla camorra solo quando saltano in aria i giudici. Bisognerebbe esserlo quotidianamente. Perchè quel male sta minando le fondamenta dell'Italia da troppo tempo.
E oggi è, e sarebbe dovuto essere, un giorno di festa nazionale.


Simone Lettieri

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