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ADDIO SIGNORA DELLE STELLE. Di Luisa Di Paola.

domenica 30 giugno 2013


A pochi mesi dalla scomparsa di Rita Levi Montalcini, all’età di 91 anni è venuta un’altra grande figura del panorama culturale italiano: Margherita Hack.
Figure femminili agli antipodi, Rita e Margherita, accomunate da una grande passione, la scienza, che ha dato loro la forza di superare barriere ed ostacoli, legati non solo al loro essere donne, ma anche alla razza (la Montalcini abbandonò l’Italia nel periodo delle leggi razziali, essendo di origini ebree) e all’ambiente culturale italiano, che ha osteggiato ( e per tanti versi ancora osteggia) la carriera scientifica per le donne.
Margherita Hack è stata la prima donna italiana a dirigere un Osservatorio Astronomico, ma non si è mai fermata agli onori e al prestigio che la sua posizione offriva. Si è prodigata per trasmettere la sua passione alle persone comuni, cercando di interpretare anche le teorie più complesse in chiave comprensibile e divertente.
Donna passionale e diretta, giovane (e non giovanile) fino alla fine (continuava a muoversi sulla sua inseparabile bicicletta), negli ultimi anni si era dedicata quasi completamente all’attività politica e di divulgazione, soprattutto per i più giovani.
Far amare la scienza, il pensiero logico e l’interpretazione della realtà fisica è una missione importante e difficile in un mondo bombardato dalle informazioni (spesso parziali e di pessima qualità); spingere i giovani ad affrontare lo studio complesso dei fenomeni fisici in un momento storico di difficoltà culturale, prima che economica, è il suo più grande lascito.
Perché la scienza, lei c’insegna, non è potere, ma è condivisione.

Luisa Di Paola

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