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Editoriale. M5s, uniti e compatti, è solo la prima di molte bufere. Beppe, il giorno del golpe la piazza era tua!

martedì 18 giugno 2013

Partiamo dal corpo di uno degli ultimi editoriali di Travaglio. 
(http://www.fullpolitic.com/2013/06/leditoriale-di-travaglio-il-movimento-5.html)
"Sappiamo bene che i neoeletti stanno imparando il mestiere di parlamentari; hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione.Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno. Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate. Contro il giornalismo servo si posson fare due cose: seguitare a imprecare al destino cinico e baro, o bypassarlo parlando direttamente ai cittadini e portando fuori dal Parlamento ciò che avviene dentro. Ma, per farlo, bisogna conoscere il sistema e usarlo, anziché farsene usare. Dopo quattro mesi di inseguimenti di pennivendoli assatanati che a marzo chiedevano “la votate la fiducia a Bersani?”, ad aprile “Grillo sbaglia a insistere su Rodotà?”, a maggio “restituirete la diaria?”, a giugno “che ne sarà della povera Gambaro?”, dovrebbe essere chiaro a tutti che a stampa e tv non frega nulla di quel che fanno i 5Stelle: solo sputtanarli (si è addirittura introdotta in politica la categoria dell’“antipatia” per squalificare Crimi e la Lombardi, mentre i vecchi politici – com’è noto – sono tutti simpaticoni) e trovarne qualcuno che parli male di Grillo e bene di Napolitano, Letta e Alfano."

Già qui c'è abbastanza verità da comprendere i motivi per cui il M5s, che sapeva-ma non per questo poteva reagire- che gli si sarebbe scatenata una guerra d'informazione contro- prepariamoci alla guerra, durerà mesi-, aveva detto Grillo appena dopo le elezioni, ben conscio che chi ha il potere controlla l'informazione tutta; c'è abbastanza verità per cui il M5S non deve abbassare la guardia, rimanere sereno, compatto, consapevole che qualche perdita è fisiologica ed umana (passare dallo status di disoccupati o precari a 18 mila euro al mese piu' eventuali "aiutini" del PD non è qualcosa che tutti riescono a reggere).

C'è abbastanza verità che come unica opposizione a questo sistema che svilisce la dignità prima e le tasche degli italiani poi, il M5s, qui lo dico senza paura(proprio nel momento in cui in una visione emotiva della politica- che è poi la visione sempre imperante- sembra che i grillini siano a un passo dalla caduta), il M5s alle prossime elezioni otterrà comunque un ottimo risultato.

C'è abbastanza verità nel M5s per individuare i capi carismatici e piu' in gamba del gruppo parlamentare, Di Battista su tutti.
Per non ripetere sciocchezze come quelle di candidare De Vito a Roma, dove comunque, per ciò che riguarda le elezioni amministrative, ben altra cosa da quelle nazionali, i 5Stelle sono passati dallo 0 al 12%.

Sopratutto per non ripetere l'errore piu' grande di Beppe Grillo: il giorno dell'elezione di Napolitano: il Paese è schifato, il Pd ha raggiunto il vertice piu' basso della sinistra? italiana dal dopoguerra a oggi, la gente inizia a scendere per strada indignata.
La rabbia è forte, Grillo chiama un milione di persone a Roma,parla di golpe a chiare lettere, sta scendendo dal Friuli, dove stava tenendo un comizio elettorale per le amministrative. 
Mentre si avvicina a Roma, arriva una chiamata del Ministero dell'Interno.
"Non scendere, o sei responsabile di una possibile guerriglia".

Grillo ci riflette, sceglie quella che sembra la strada della responsabilità. 
Ma in questo caso la responsabilità reale è un'altra: dare agli italiani la possibilità di reagire al golpe che porterà Napolitano al colle per la seconda volta e in Parlamento il governo della vergogna nazionale, il patto infame Pd-Pdl.

Beppe non se l'è sentita, non è una colpa, ma la prossima volta ci pensi bene: da una parte una dittatura da anni mascherata di democrazia che ti chiama e ti dice "difendici perché altrimenti ci saranno i morti", dall'altra una Nazione intera che i morti li conta tutti i giorni, fisicamente e moralmente, umiliata dai signorotti ingrassati e untuosi, e dalle signore impellicciate e tronfie, che ridono dell'operaio, del muratore, dell'imprenditore, dell'italiano.

Simone Lettieri


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