Twitter Facebook Google Plus LinkedIn RSS Feed Email

Editoriale. Uganda Joy. Scusate l'intromissione.

domenica 2 giugno 2013

Avvertenza: prima di leggere questo articolo, è bene fare un lavoro sul nostro subconscio, qualora esso pensi  che la nostra cultura sia la più avanzata sulla Terra.

Sono stato battezzato e sono cresciuto nella Chiesa dei Santi Martiri dell'Uganda, una ventina di giovani tra i 12 e i 20 anni uccisi per annunciare il Vangelo e non essersi sottomessi, alla fine dell'800, al re ugandese.
E' stata la prima Chiesa benedetta da Giovanni Paolo II nel suo Pontificato, si trova piu' meno tra il quartiere dell'EUR e la Cristoforo Colombo, a Roma.
Il mese scorso 4 parrocchiani hanno visitato l'Uganda: piu' di 8000 foto e sicuramente molte piu' persone incontrate.
Inutile riassumervi quello che si può riassumere solo attraverso la loro testimonianza, scritta e visiva, che speriamo di avere presto su Fullpolitic.
Domani sarebbe l'anniversario dell'inagurazione della Chiesa, anticipato ad oggi per farlo coincidere con la domenica, giorno di festa cristiana.
Si è mangiato italiano e ugandese, alla presenza dell'ambasciatrice che ha cantato senza nessun tipo di cerimoniale la canzone dei giorni della visita di Paolo VI  all'Uganda. 
Unica Nazione per cui l'ex Pontefice Giovanni Paolo II volle  dedicare una Chiesa a Roma, tra i centinaia di Paesi visitati.

Ma il motivo per cui scrivo è un altro: mettiamo il valore di una vita, che qui sarà mediamente sui 75-80 anni, in Africa un pò di meno, e tutte le esperienze che la vita porta con ogni essere umano. 
Un valore unico, inestimabile, il piu' alto che c'è. Dall'altra parte mettiamo una banconota da 5 euro: niente praticamente.
Con 5 euro si vaccina un bambino ugandese, molti di loro muoiono di malaria.
E' un tipo di esperienza metafisica, se entriamo bene nelle righe: non siamo noi che aiutiamo loro, ma loro che concedono a noi l'opportunità di ridare il valore essenziale alla vita, destrutturando i falsi bisogni che il binomio produci/consuma ci porta a vivere come fine della nostra esistenza.
In sostanza, semplificandoci la vita e dandole il valore che merita, unica e semplice allo stesso tempo.

Un bambino, non piu' di 10 anni, nel giorno della sua Comunione, credenti o no, ha chiesto ai parenti di non fargli regali se non in soldi. Ha raccolto 1050 euro. 210 vaccini. 210 vite salvate dalla malaria.
Pensiamo a un eroe di guerra che salva 210 vite. Sarebbe leggendario.
Un bambino di 10 anni l'ha fatto, con la certezza che quei soldi servono veramente per quei vaccini e per salvare duecentodieci vite. 
Qualcosa di emozionante e di terribilmente semplice allo stesso tempo. Qualcosa che profuma alla grande di amore.
Ogni giorno, fuori dall'abbrutimento di telegiornali e quotidiani, potremmo salvare tantissime vite; anzi, ripetendomi, sono quelle vite che salvano noi dalla deriva narcisistica e dal lamentoso chiedere,volere, consumare, per dare spazio alla gioia del dare. Ci donano la possibilità di vivere la carità, che piu' o meno viene chiamata amore, non sentimentalista, nel mondo occidentale. 

Il regalo che ci fanno, o che ci fa Dio, per chi crede, è tutto loro, è tutto di quei bambini.

Simone Lettieri

0 commenti:

Posta un commento

 
Copyright © -2012 Full Politic All Rights Reserved | Template Design by Federico Stentella (Sondaitalia) | INFOGRAFIE.COM