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Risiko: le armate rosse strapazzano quelle blu. Ma senza Renzi non vinceranno la partita "nazionale".

lunedì 10 giugno 2013

Clamoroso cappotto del Partito Democratico nei comuni in cui si votava per le amministrative.
Tre dati in evidenza: il primo è che l'elezione del Sindaco è cosa diversa rispetto alla politica nazionale, dove il Pdl, secondo i sondaggi di tutte le agenzie, è ancora in testa di 4-5 punti percentuali; il secondo, è che a livello locale le amministrazioni di destra hanno fallito in maniera ancora piu' clamorosa, direi quasi storica; il terzo, l'astensionismo record.

Analizzando il primo dato si nota la varietà delle idee dei sindaci eletti nel Pd: da chi porta avanti battaglie forti sui diritti civili a chi è schierato con l'ala "ribelle" del Pd, quella che ha apertamente manifestato la propria intenzione di votare Rodotà e si è detta contraria a questo governo.
C'è quindi un ventaglio eclettico che dovrà essere riunificato a livello nazionale, con istanze diverse se non contraddittorie tra loro. 
Se il Partito Democratico non riesce in questa impresa, ad oggi rimane il secondo partito italiano. E, almeno da lontano, l'unico che a livello di comunicazione prima che di contenuti poi sembra possedere le caratteristiche giuste e' Matteo Renzi. 

Il secondo dato, la debacle del centro-destra, capace di perdere in 16 comuni su 16.
Qui l'analisi si fa piu' difficile, perchè andrebbe visionata la politica degli ultimi cinque anni comune per comune.
Di certo al Nord la Lega sprofonda ai minimi storici, risultato probabilmente frutto dell'appiattimento con il Pdl voluto da Maroni, ma anche dei tanti scandali del partito ormai "istituzionalizzato"  e non piu' di protesta.

A Roma Alemanno è stato l'eccezione alla regola, una città da sempre amministrata da moderati di sinistra, se non da ex comunisti veri e propri. 
Aledanno: se proprio non si vuole infierire con questo epiteto, per lo meno la gestione dell'ex Sindaco è stata fortemente anonima. E anche qui gli scandali hanno contato, e la tabula rasa degli assessori a metà mandato non ha dato l'idea di un governo stabile della città.

Probabilmente l'unico dato che interessa ai cittadini è l'astensionismo. Segnale che ormai, che vada il PDL o il PD al governo della propria città(per quanto in  questo caso il 16 a 0 è in contrapposizione con l'idea espressa), l'italiano si è accorto da tempo che stiamo parlando dello stesso superato tipo di amministrazione. Ed è paradossale che due partiti che sono al governo insieme, parliamo dei due contenitori piu' grandi che si dovrebbero alternare per il funzionamento della democrazia, si sfidino per il controllo delle città. Piu' che di buona politica, sembra una battaglia di Risiko. E il Pd ha conquistato 16 "territori". Per vincere la partita ha bisogno della carta Renzi.

Ps: i 5stelle, tutt'altro che morti, continuano a mettere le loro bandierine: dopo Parma e l'amministrazione condivisa della Sicilia, Pomezia(Rm) e Assemini(Ca), cittadine di 60mila e 30mila abitanti.

Simone Lettieri






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