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Sono pazzi, questi romani!

venerdì 7 giugno 2013

“Ciao Bello, grazie”. Nel giorno in cui lo spread saliva, le borse crollavano, la Grecia sembrava ormai fuori dall’Euro e il settimanale Die Zeit titolava Abschied vom Süden/Distacco dal Sud ricordo di essermi imbattuto in un’intervista sulla ZDF ad un’elegante e bella signora, autrice e moderatrice televisiva (ma pressoché sconosciuta in Italia): Jule Gölsdorf. Presentava il suo libro Avanti, Amore. Mein Sommer unter Italienern/Avanti Amore. La mia estate tra italiani. Un elogio dell’eleganza e dello charme del maschio italiano che seduce le donne tedesche: “Ciao bello, grazie”, le sento dire in televisione. Non si sa bene per cosa ... ma lo posso facilmente immaginare.

Nonostante la crisi dell’Euro, il recente voto antitedesco in Italia e il latente e crescente distacco dei popoli nordici dal Sud, l’Italia ha ancora oggi un ruolo fondamentale nell’immaginario collettivo teutonico. I tedeschi subiscono ancora il fascino irresistibile dell’atmosfera mediterranea. Un’immagine romantica e idealizzata, figlia di Goethe e di tanti intellettuali (ma anche semplici cittadini) che hanno fatto il loro “viaggio in Italia”. Tuttavia, c’è anche qualcosa di reale, concreto e di effettivamente esistente. Oltre al clima e ai colori è la spensieratezza meridionale che affascina molti tedeschi, ma, al contempo, crea tante frustrazioni per il sistematico fallimento nel tentativo di imitarla nella vita quotidiana come descritto magistralmente dall’ex corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Dirk Schümer, in un divertentissimo articolo del 2009 dove ripercorreva tutte le sue disavventure nel percorso (fallito) per “diventare” come un italiano.

I tedeschi si interrogano ciclicamente sul nostro Paese. In ultimo lo ha fatto il Magazine della Süddeutsche Zeitung con uno speciale sull’Italia, definito il Paese più contraddittorio d’Europa: “Die Spinnen, die Römer” – Sono pazzi, questi romani! La copertina richiama, a metà, i romani dei fumetti di Asterix e Obelix e le feste dei consiglieri regionali romani. All’interno invece: un’intervista a Paolo Conte che elogia Angela Merkel, l’ottimo Riesling (se non lo avete ancora fatto, programmate una gita sulla Mosella, non ve ne pentirete) e che invita i tedeschi in vacanza in Italia a bere del buon vino. Il settimanale raccoglie anche qualche breve dichiarazione di italiani (o pseudo tali) che lavorano nei numerosi caffè tedeschi dove viene offerto l’espresso (non dite mai caffè in Germania, resterete delusi). Ed ancora: storie d’amore di donne con uomini italiani. E, infine, personaggi famosi italiani e tedeschi - da Giovanni di Lorenzo a Gianni Nannini, da Andrea Bocelli a Bruno Labbadia - che consigliano cosa fare e soprattutto non fare in Italia.

Insomma, i tedeschi continuano a chiedersi, imperterriti e con quell’approccio secondo cui tutto viene interpretato come fosse una scienza esatta: cosa succede in Italia? Perché la politica dà la sensazione di essere in una costante tragicommedia? La risposta migliore la dà Paolo Conte: “La crisi dura da 50 anni. Ma non preoccupatevi (keine Sorge), come sempre, l’Italia risolverà i suoi problemi.”

Eppure, appena la scorsa settimana il nostro Paese è stato oggetto di un fuoco-incrociato anti-italiano (ovviamente non è così): “L’Italia è ingovernabile come Bulgaria e Romania” (Günther Oettinger), “L’Italia ci manda i suoi profughi africani” (Titolo della Bild) e “L’uscita dell’Italia dalle procedure di deficit aggrava la posizione dell’Europa” (Alternativa per la Germania, neonato partito euroscettico). Il destino ha voluto che, contemporaneamente, avvenisse anche un omicidio di un italiano, che, naturalmente, nulla ha a che fare con le relazioni italo-tedesche o con sentimenti di razzismo.

Per le relazioni italo-tedesche è un momento delicato, come dimostra l’invito di Silvio Berlusconi al Premier Letta di intraprende un braccio di ferro con AngelaMerkel. La crisi non ha fatto altro che accentuare differenze culturali ed ha messo in discussione il modello culturale mediterraneo. Un libro del 2009, Der Süden di Dieter Richter, può aiutare a comprendere cos’è il Sud. Come dice Richter, la Ragione va verso Nord, ma lo Spirito e l’Anima vanno a Sud, lì dove c’è la felicità. Forse ha ragione Birgit Schönau, corrispondente della Süddeutsche Zeitung in Italia: sarebbe opportuno convocare i prossimi vertici del consiglio europeo sulle spiagge di Mykonos o su qualche altro luogo al mare. Chissà che non aiuti a superare luoghi comuni, pregiudizi e differenze. 

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