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Editoriale.Venditti si vergogni. Nel 2001 trasformo' la festa della Roma in un suo concerto.

giovedì 4 luglio 2013

Polemiche a go-go questi giorni nella Capitale per le dichiarazioni di Venditti, secondo cui la Roma attuale non lo rappresenterebbe(?) piu', e il suo inno Grazie Roma(1983), insieme a Roma Roma, del 1975, sarebbero fuori luoghi rispetto ai parametri attuali della società giallorossa, troppo "americanizzata".

A parte l'idiosincrasiaca storica, in un mondo globale dove in quasi tutte le proprietà entra capitale straniero, stupisce che Venditti possa lamentarsi.
Questa esclamazione sarebbe dovuta uscire nel 2001, una settimana dopo la vittoria dello scudetto giallorosso.
Nei festeggiamenti al Circo Massimo, davanti a un milione di persone in festa per la vittoria del terzo scudetto, Venditti trasformo' l'evento in un suo concerto, depaupearandolo, e non poco, dei caratteri calcistici e popolari della festa giallorossa.
Se ne accorsero in tanti, e da li la prima fortissima spaccatura con il popolo romanista.

In quel momento sarebbe stato coerente chiedere scusa, chiedere ai tifosi se il suo inno era ancora gradito.

L'uscita di tre giorni fa, invece, rimane nell'alveo dell'ingratitudine verso una squadra e una città che l'hanno fatto grande, e non il contrario.

Simone Lettieri

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