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Squinzi e Zanonato:" Italia a un punto di non ritorno, nonostante le dichiarazioni di Saccomanni".

mercoledì 3 luglio 2013

Scambio di vedute tra il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni e il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Saccomanni legge un secondo trimestre di transizione "prodromico ad un consolidamento della ripresa, anche grazie alle misure che sono state prese. Credo che una luce un po' più positiva la stiamo vedendo in questi giorni". Secca la replica del numero uno degli industriali: "Io stimo moltissimo Saccomanni, ma in effetti la luce non la vedo ancora. Maggio è meglio di aprile, giugno di maggio, ma la produzione industriale a giugno è in calo dell'1,7% su base annua, ci stiamo stabilizzando sul fondo e verso fine anno credo che ricominceremo la risalita". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato che vede un Paese al "punto di non ritorno".

E mentre Saccomanni promette "un'accelerazione sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione" ma con qualche distinguo ("Siamo il Paese dei falsi invalidi, dei falsi ciechi, ci sarà pure qualche falso creditore", il commento) e si dice favorevole a una riduzione della pressione fiscale, Squinzi replica: "Bisogna mettere mano veramente alla legge di delega fiscale. Il Paese vive una situazione di abuso di diritto fiscale". Di più, gli industriali chiedono al governo un gesto forte: "E' questo che deve fare il governo Letta, rischiamo il prossimo anno di avere una risalita dello 0,3% o dello 0,4%, che non risolve i nostri problemi, una disoccupazione al 12% e al 38-40% per i giovani. Per ricreare occupazione vera - ha aggiunto Squinzi - serve una crescita minimo al 2-3%".

Redazione

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