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Le guerre dei bambini:ovvero, "Ascolta, Universo...". Di Stefania Bandecchi.

sabato 24 agosto 2013

Bambini siriani, oggi.

Mentre il Bel Paese si concentra sulle sorti politiche di Berlusconi, facendone il centro di discussione, in questa calda estate italiana, l’Egitto è in rivolta e, nella Siria di Assad, viene usato gas nervino contro la popolazione civile.
Bambini gasati: sembrano addormentati, ma sono morti. Sono teneri germogli strappati di colpo; sono sogni spezzati; sono piccole vite innocenti spazzate via dalla ferocia umana.
Bambini vittime di una guerra assurda di cui, certamente, non hanno colpa. Creature che, nella loro innocenza, mi richiamano immagini di un’epoca passata (meno lontana di quanto sembri).
Bambini ebrei, durante il nazismo.

Altri occhi, con lo stesso identico dolore e, nella maggioranza dei casi, purtroppo, lo stesso atroce destino: la morte.
Morire prima ancora di affacciarsi alla vita!
La mia generazione aveva un preciso dovere morale: impedire che certe scene si ripetessero di nuovo! MAI PIÙ! Noi avremmo dovuto garantire ad ogni bambino il diritto ad avere un futuro… ma, siamo come gazze ladre: così fatalmente attratti dal ‘luccichio’ delle cose futili che ci dimentichiamo di quelle importanti.
“Ricordati di ricordare”, dice un adagio ebraico.
A proposito di ebraismo: lasciatemi tornare un secondo al titolo di quest’articolo.
Lo ‘Shemà Israel’: ovvero, ‘Ascolta Israele’ (conosciuta anche come: ‘Dichiarazione quotidiana di fede’), è la preghiera cardine della religione ebraica che inizia così.
«Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. Sia benedetto, in eterno, il Nome del Suo glorioso Regno…».
Già qui, con tutto il rispetto per il culto che mi sono scelta, c‘è qualcosa che stona perché il Signore che è Uno (lo stesso per tutti, indipendentemente dalle religioni); non c’ha creati ebrei, cristiani, musulmani, buddisti o atei: Lui ci ha fatti tutti esseri umani. Allo stesso modo! Il resto lo abbiamo deciso noi, non Lui.
E allora perché non dire: «Ascolta Universo…», piuttosto che, «Ascolta Israele…»?
La Terra, vista dallo spazio, non ha confini. La Terra è la casa di tutti: dovemmo proteggerla, invece l’ammorbiamo! E Dio è il Dio di tutti, qualunque Nome Gli si dia. Siamo noi che alziamo confini, che mettiamo barriere. Siamo noi che facciamo le guerre, siamo noi che ci ammazziamo! E perché? Per il denaro?! Per il potere?! Ma è sciocco: perché essere ricchi e potenti, non cambierà il nostro mortale destino di miseri esseri umani.
Ci facciamo la guerra nel Nome di Dio, facendola passare per una cosa santa. La guerra non è mai santa, la guerra fa schifo… sempre!
Dovremmo pregare che sull’universo intero regnino la pace e l’armonia E dovremmo trattare ogni bambino come se fosse nostro. Smettiamola di dividerci, di massacrarci, di usare il sacro per giustificare la sete di potere.
La vita strappata di un bimbo è uno strappo al futuro del mondo.

Stefania Bandecchi

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