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Editoriale. Il calcio. Arena di gladiatori e oppio dei popoli.

mercoledì 23 aprile 2014

Guardavo recentemente le slow motion con i gesti dei giocatori durante alcune partite europee, sopratutto di Champion's Leaugue.
Urla, esultanze, tackles, gioie, pianti, all'interno di un'arena con un pubblico vasto.
Rivedendo quelle immagini catturate dalle videocamere e rese godibili da un rallentamento della velocità d'azione simile a un fermo immagine, si capisce perchè il calcio sia lo sport piu' popolare del mondo: è la trasposizione moderna degli spettacoli delle antiche arene dei gladiatori, che a loro volta sono metafora di guerra.

Vi invito a trovare su youtube o su sky la narrazione della prima Coppa Del Mondo, vinta dall'Uruguay nel 1930.
Si capisce, proprio dalle storie dei calciatori di allora, quando non c'era organizzazione e tutto era destrutturato, come il calcio sia stato spesso sinonimo di guerra, di scontro, catarsi della ribellione.

A questo va aggiunto che il futbol è lo sport piu' democratico del mondo.
Si può giocare ovunque, basta semplicemente un pallone o qualcosa di sferico e le gambe e i piedi partono per giocare. Non importa se sei basso o alto, non importa se hai soldi o sei povero: a pallone può giocare chiunque.

In molti paesi europei questo sport è diventato teatro, si va allo stadio con lo stesso spirito con cui si va a vedere uno spettacolo.
Tutto inizia e finisce in quei 90 minuti.

In Italia....in Italia non è cosi'. In Italia la maggior parte dei leaders dei gruppi organizzati del tifo hanno precedenti con la criminalità, e sono spesso legati a personaggi politici. Seguono i propri interessi e quelli di chi sta dietro le loro fortune.

Lo Stato è agevolato da questa situazione, da questa metamorfosi: proprio come al tempo degli antichi romani per scongiurare rivolte si dava al popolo la possibilità di sfogare le proprie pulsioni andando ad assistere a battaglie navali o scontri tra gladiatori, cosi' oggi un flusso immenso di energia che è anche sfogo sociale, viene riversato sull'argomento futbolistico.

Non a caso laddove esiste il Parlamento, esistono decine e decine di radio che prolungano quel momento di sfiato sociale per tutta la settimana.

Pensare a quanto tempo nella vita di molte persone occupa la discussione su uno sport, spesso in termini di ipertensione, non di gioia ne di allegria, è un'alienazione immensa di fronte al valore della vita di ognuno e ai problemi del globo.

In questo senso, il calcio è clamorosamente l'oppio dei popoli.

Simone Lettieri

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