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La societa senza Dio: cristiani perseguitati in Occidente.

lunedì 15 dicembre 2014

La mentalità dell'immanenza e della desacralizzazione della vita, il relativismo e il tentativo di uccidere Dio e la religione, paradossalmente è molto più' forte in Occidente che in altri luoghi del pianeta. 

Perché laddove il martirio è fisico e diretto, laddove c'è il divieto sostanziale e formale di non praticare il cristianesimo e il cattolicesimo, l'atrocità è evidente.
In Occidente(Europa, Stati Uniti, parte del Sud America), tutto questo avviene in modo enormemente più' nascosto e subdolo. Anestetizza la coscienza singola dell'individuo per puntare poi a indebolirla, a favore di un'idea di esistenza improntata sul qui e subito, sul carpe diem, sull'impulsività a scapito della progettualità. 

Il grande idolo occidentale è il consumo e il piacere. Dalla sessualità oggettificante, del corpo come veicolo di piacere, privato di emotività e amore, di relazione e comunicazione, sino all'accumulo di denaro, finalizzato alla corsa sfrenata all'accumulo di oggetti, emozioni forti, il mito del viaggio, all'immagine come simbolo di presentazione a scapito dell'interiore.

Ancora: il mito della tolleranza a prescindere, verso tutto ciò che è esterno. Non inteso come accoglienza e confronto ma come accettazione passiva di religioni e culture di cui non si conosce il contenuto-ad esempio in alcuni paesi islamici la bestemmia è punita con la morte, chissà se la legge fosse applicata anche in Italia-, a scapito dell'intolleranza e la condanna sociale per chi è cristiano e ancor di più' cattolico.

Un bimbo, un ragazzo che professa la sua fede a scuola viene visto come "estraneo(straniero)", diverso. Nel migliore dei casi.
Chi afferma di credere nella Chiesa, di obbedirle, di credere nella sua dottrina, è un marziano, un frustrato, un represso. Chi più' ne ha più' ne metta. 

La fede, se proprio vuoi professarla, "deve essere" fatto individuale. 
Una cultura cosi' pervasiva e silenziosamente dittatoriale che persino all'interno delle Chiese i nuovi adolescenti che volontariamente seguono Cristo sono convinti che il peccato( in greco, non c'entrare l'obiettivo; tradotto oggi potrebbe essere: non seguire la vocazione per cui sei nato) sia qualcosa che c'è e non c'è, e che il permissivismo e la bonarietà-non la bontà- siano il volto di Dio.

La spiritualità diventa un movimento autorisolvente, non relazione e comunione con l'Alt(r)o, e prende le vie di fuga di nuovi paganesimi, della new age, degli esoterismi, delle filosofie orientali commercializzate per i consumatori occidentali.

Chi invece prova a seguire Cristo, il Dio fattosi uomo, morto in croce, risorto e asceso al cielo, per giustificare i nostri di peccati, seguendo una linea dritta, coerente, in comunione con la Sposa di Gesu', ovvero la Chiesa, sarà perseguitato. Tra i "cattolici relativisti"e gli agnostici, tra i banchi di scuola e le scrivanie del lavoro. 

E se la sofferenza difficilmente ci trova pronti ad accoglierla, in parte come mistero di Dio e in parte molto maggiore come iniquità promossa dall'uomo(guarda caso il 90% della ricchezza mondiale appartiene al 10% della popolazione, proprio quella occidentale: da qui guerre e disuguaglianze enormi), il peccato, già come termine, va piano piano perdendo di sacralità etimologica.

La comunicazione, il veicolo principale, il mezzo attraverso cui si corrode l'istinto trascendente dell'essere umano.

I cristiani d'occidente: un resto d'Israele, per utilizzare un termine biblico, perseguitato nell'animo, più' che nel fisico.

Simone Lettieri

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