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Rudi Garcia tolga l’arroganza dal centro del villaggio

venerdì 19 dicembre 2014



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Il calcio in Italia è una cosa seria. Troppo. I protagonisti sono gli eroi dei nostri giorni, i cavalieri crociati di un tempo. Ma le Crociate sono un’altra cosa, si andava in battaglia a dare la vita per una questione di fede. Qui, al massimo, si prende un milione di euro per stare in panchina e tre per essere osannati-o criticati- per giocare a pallone. Diventano quindi stucchevoli le dichiarazioni di alcuni protagonisti di questo mondo privilegiato, di fronte alla fatica quotidiana dei normal ones-senza nessun riferimento a Mourinho. Capita che Rudi Garcia, ottimo allenatore della Roma, comprende benissimo come entrare in empatia con l’ambiente della Capitale, quali umori cavalcare e quali smorzare. E va bene. Capita però che lo stesso Garcia, nelle ultime dieci interviste, nomina a sproposito un’altra società, la Juventus, che forse ha qualcosa da insegliargli per quanto riguarda stile e vittorie. Al di là di tutto, qualsiasi sia l’argomento in questione, il Monsieur francese richiama Juventus-Roma, dimenticandosi ad esempio di Roma-Sassuolo e Genoa-Roma. In ogni intervista. Mancando non solo di furbizia( mettere pressione sempre e comunque all’ambiente calcistico juventino e nazionale alla fine diventa una strategia boomerang), ma anche di equilibrio. Perché viviamo in un calcio che ha visto solo pochi mesi fa morire un ragazzo per una partita. Perché all’estero la partita che Garcia richiama in modo ossessivo (Juve-Roma) da molti osservatori è stata definita “una partita con errori arbitrali ma assolutamente normale”; perché a pensare in malafede si finisce a vivere di malafede. Tanto da affermare che uno steward, per pura cattiveria, l’abbia messo nei guai. Eppure il Giudice Sportivo ha emesso il suo verdetto sulla base di un referto consegnatogli da arbitro e ispettori federali.

Il primo Garcia italiano, fresco e frizzante, si sta trasformando in un signore rancoroso e aggressivo, contro tutto e tutti, proprio come piace a Roma. Ma, vivendo nella città eterna, questo gioco sta divenendo stucchevole per gli stessi tifosi della lupa. Che più' che di calci, vorrebbero vedere giocare a calcio. Contro il Manchester così' come contro il Sassuolo. Garcia tolga l'arroganza dal centro del villaggio.

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