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Gli immigrati: quanto costano, quanto producono e quanto lavoro tolgono?

mercoledì 7 febbraio 2018

Guerra tra poveri ma non troppo. Gli immigrati in Italia hanno un costo, ma producono 45 volte tanto.
Andiamo ad analizzare un pò di numeri, tutti relativi al 2016, per avere la certezza della statistica.

Il volume della popolazione immigrata in Italia è da anni stazionario. Poco sopra i 5 milioni di persone, compresi gli 1,2 milioni di cittadini rumeni e altri immigrati dall’interno dell’UE.

Negli ultimi anni, causa crisi, si sono quasi arrestati i ricongiungimenti e anche le nascite da genitori immigrati sono diminuite. Il contributo demografico degli immigrati c’è, ma attualmente ristagna e non risolverà il problema delle culle vuote del nostro paese. Nel 2016 sono nati 69 mila bambini da genitori immigrati, il 14,7 per cento del totale. Da anni il numero cala: nel 2012 le nascite erano state quasi 80 mila.

Le spese maggiori riguardano i salvataggi in mare e i lunghi tempi di permanenza nelle strutture di accoglienza per l’adempimento delle procedure di riconoscimento dello status di rifugiato. Dopodichè le cure sanitarie. I minori non accompagnati sono oltre 20mila.

Fin qui le spese.

Ma quanto produce l'immigrazione che lavora in Italia? 130 miliardi di valore aggiunto, l'8,9% del Pil. In poche parole piu' di Bulgaria, Slovacchia e Croazia.

C'è un dato che però fa riflettere: le aziende italiane sono diminuite del 2,7%, quelle straniere registrano un piu' 25,8%. Versano 11,5 miliardi all'Inps. Il che garantisce al medesimo istituto di avere un saldo positivo.
Secondo fonti Istat, gli occupati italiani nel corso della crisi sono diminuiti nell’industria, commercio, pubblica amministrazione, istruzione e sanità. Gli occupati stranieri sono aumentati nei servizi alle famiglie e negli alberghi e ristorazione, cioè in settori totalmente diversi. In agricoltura calano gli italiani e aumentano gli stranieri, ma i primi calano tra i lavoratori autonomi e i secondi crescono tra i braccianti. Il che significa che il nostro mercato del lavoro continua a mantenere un carattere duale, con una forte e netta separazione tra professioni italiane e straniere. In sintesi, non sono quindi gli immigrati la causa della perdita di occupazione degli italiani o della loro difficoltà a trovare lavoro. 

Questo dice l'Istat. Detto che i numeri non possono da soli spiegare un fenomeno complesso come l'immigrazione, la domanda nasce spontanea: guerra tra poveri alimentata dalla comunicazione e dalla propaganda televisiva e politica o effettivo problema economico e sociale? Non credo ci sia una risposta univoca. 

L'unico elemento reale che esce da questa analisi è che i pensionati italiani dovrebbero ringraziare l'immigrazione per la salute dell'Inps.
Tutto il resto è opinabile e andrebbe approfondito. Al di fuori di ogni disamina politically correct. E dei pareri dei radical chic che hanno tre case in città e due al mare.

Simone Lettieri

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