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Le malattie degli altri (un vecchio-vecchissimo editoriale)

lunedì 5 febbraio 2018


Oggi, casualmente, sono stato chiamato a portare una testimonianza di fede sulla disabilità nelle chiese, come viene affrontata, che significato assume. Completamente impreparato, ho scoperto poi, essendo il Santa Lucia il luogo adibito alla testimonianza, che in realtà il filo rosso era sofferenza, malattia e fede. Al di là di ogni tipo di testimonianza, tra cui una bellissima di due genitori che hanno perso un figlio che si era fermato sull'autostrada per aiutare un conducente sulla corsia di emergenza; e nell'aiutarlo, è stato travolto da un tir che in quella corsia ha sbandato (Lorenzo Cuneo, una via e una piazza dedicatagli a Roma, sotto il cui nome è scritto: martire della carità- aiutava un po' dovunque, dai bisogni dei vicini ai bambini testati in Romania come cavie per vaccini aids). Al di la di ogni testimonianza, e senza andare per le lunghe, se cercate un po' di significato nella vita, un giro negli ospedali è consigliato. Nella società dove vale chi produce e chi consuma, i malati sono gli ultimi, invece di essere i primi in quanto più' deboli, al di là della religiosità o no di ognuno. Siamo portati naturalmente , come ogni essere umano, a rimuovere il dolore. Che però non scompare dalla faccia della Terra.

Simone Lettieri

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