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Coronavirus: la situazione nei diversi stati dell' America Latina

venerdì 27 marzo 2020

















Per ora le stime dell'America Latina sono molto inferiori rispetto all'Europa. Ma cresce la preoccupazione.

Brasile: è il paese più' a rischio, anche per la linea "anti-allarmista" del Presidente Bolsonaro, contrario alla chiusura dell'apparato produttivo, in netto contrasto con la posizione dei governatori delle regioni di San Paolo e Rio de Janeiro, che palesano una forte preoccupazione per il virus.
Anche perché il Brasile è grande 24 volte l'Italia ed ha un'estensione geografica maggiore dell'Australia. Proprio per questo la stima dei contagi, 2433, sembra inferiore alla realtà.

Cile: un paese già in ginocchio per la crisi politica ed istituzionale, che ha visto scontri di piazza che hanno portato a 20 morti, sarà sottoposto a lockdown dalle 22 alle 5 per 90 giorni. Polemiche enormi sullo spostamento del referendum costituzionale che avrebbe dovuto sancire il cambiamento di una carta costituzionale in realtà ancora molto simile a quella redatta dal dittatore Pinochet.

Argentina e Perù: il Presidente argentino, Alberto Fernandez, in un discorso alla nazione, non ha escluso la possibilità di consegnare il paese alle forza armate: l'ultima volta è stato nel 1976, anno della nascita di una dittatura di 7 anni.
In Perù arrestate 16mila persone per non aver rispettato l'isolamento decretato il 16 marzo.

Messico: i morti ufficiali sono 10. Il presidente messicano, anche in maniera provocatoria, ha chiesto di ridurre gli scambi commerciali con gli Usa. qualche mese fa era stato Trump a chiedere lo stesso.

Cuba: paese in crisi per la mancanza di greggio che arrivava dal Venezuela, Cuba ha imposto ai turisti di non uscire dagli hotel. 52 medici cubani inviati in Italia, a rimarcare la prontezza del paese nel fronteggiare emergenze sanitarie.

Bolivia: da ieri decretata l'emergenza sanitaria, in vigore da oggi, ufficialmente per la mancanza di rispetto della quarantena da parte della popolazione.
I boliviani tra i 18 e i 65 anni potranno uscire una volta alla settimana, dalle 8 alle 12, per gli approvvigionamenti, dal lunedì al venerdì. Divieto assoluto di uscire di casa il sabato e la domenica.

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