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Economia: rischio rivolte se non si estende il reddito di cittadinanza. Merkel, che fai?

sabato 28 marzo 2020



Purtroppo in questo momento, oltre al fattore sanitario, la grande preoccupazione riguarda quello economico.
Le prime rivolte al Sud, dove sono stati assaltati supermercati, è un piccolo ma significativo allarme su quello che potrebbe essere lo scenario lo Stato non provvedesse ad intervenire in tutti quei settori, dal turismo alla piccole imprese, dai disoccupati a chi vedrà una contrazione del salario, che necessitano un urgente intervento del governo.
E' abbastanza ovvio che si sta andando verso una recessione economica, è altrettanto ovvio che a rischio c'è la democrazia stessa, nel caso la recessione impedisse a un significativo numero di italiani di non avere il denaro per provvedere ai bisogni primari: casa, cibo, salute.

In questo contesto si sottolinea ancora una volta l'ottusità e la rigidità di paesi come la Germania e l'Olanda, che pochi giorni fa hanno respinto le richieste di Francia e Italia su una maggiore solidarietà economica a livello europeo.

E' con sdegno che si osserva una rigidità cieca, completamente avulsa da quello che dovrebbe essere un concetto di Unione Europea, di questi paesi.
Con il rischio reale di uno sfaldamento definitivo di un programma politico, culturale, sociale ed economico che non è mai stato realizzato.
Se l'Italia o la Francia dovessero capitolare, terminerebbe l'esperienza dell'Unione Europea. Con buona pace dei tedeschi, ancora una volta, per l'ennesima volta, rinchiusi dentro il loro mondo dorato e sordi rispetto a principi di solidarietà che se non venissero applicati porterebbero alla recessione anche della loro economia.

Signora Merkel, a parte sulla dieta dimagrante, cambierà idea sull'idea di solidarietà europea?

Simone Lettieri

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