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Economia: 1,25 milardi di persone rischiano il lavoro

martedì 7 aprile 2020
















Sono previsioni apocalittiche quelle contenute nel rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) sulle conseguenze del coronavirus, in cui si parla di "perdite devastanti in termini di ore di lavoro e occupazione".

L'Agenzia delle Nazioni Unite prevede che la crisi ridurrà il numero di ore lavorate nel mondo del 6,7 per cento nel secondo trimestre del 2020, equivalenti a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. Ma secondo la nuova pubblicazione, in alcuni settori sono circa 1,25 miliardi i lavoratori ad alto rischio per l'incremento "drastico e devastante" dei licenziamenti e delle riduzioni dei salari e dell'orario di lavoro. "Le scelte che facciamo oggi influenzeranno direttamente il modo in cui questa crisi si svilupperà e la vita di miliardi di persone", dice il direttore generale dell'Oil, Guy Ryder.

La prossima sfida dei Governi di tutto il mondo srà quindi economica oltreché sanitaria.

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